sabato 29 agosto 2015

La differenza tra un guerriero e un uomo comune

“Chi”… potrebbe credere di essere un guerriero

Giustamente ci dice;
che la prima cosa a trarre in inganno, sia il termine stesso. Infatti "GUERRIERO" richiama alla mente scene di guerra, lotte sanguinose e via dicendo, ma a quanto pare non c'è niente di più sbagliato. Don Juan diceva che: "Un uomo si avvia alla conoscenza come se andasse alla guerra: perfettamente vigile,con timore, rispetto e assoluta sicurezza". Quindi, “la guerra” di cui si parla è una metafora per descrivere lo stato d'animo di chi si avvicina al “sapere” della quotidiana conoscenza. Un vero guerriero infatti, non ha la minima intenzione di fare del “male” a qualcuno o distruggere qualcosa, anzi! ( se non forse, solo l’ignoranza che crede possibile albergare eventualmente in lui…) Don Juan ci racconta che un guerriero, quando prende una decisione, per banale che sia, dovrebbe essere pronto a perseguirla fino in fondo e se la ritiene ancora valida, a morire per essa. Anche se subirà una sconfitta, sa che avrà perso solo una battaglia e non certo l'intera guerra. Ma la differenza tra l'uomo comune ed il guerriero, sta piuttosto nell'atteggiamento, nel modo di vivere e di intendere “vissuta” la Vita. Insomma, per usare ancora una volta una frase presa dalle bellissime citazioni di Juan Matus (che invitano alla riflessione) :

 "La differenza tra un guerriero e un uomo comune è che l'uomo prende tutto come una benedizione o una sciagura, mentre il guerriero prende tutto come una sfida, e le sfide non sono né buone né cattive: sono semplicemente sfide..."

 Potremmo anche riflettere sul fatto che forse… molto di quello che ci accade, potrebbe non essere dovuto o imputabile solo a interventi o interferenze esterne, per merito o colpa di terzi, alla fortuna o sfortuna… Ma forse solo alla nostra capacità di saperci adattare e conformare alla mutevole e soggettiva realtà, nella quale operiamo quotidianamente nel processo di autodeterminazione e consapevolezza personale. Magari senza assumere come assiomi le pregiudiziali pre-definizioni positive o negative con cui “terzi” solitamente ci indottrinano a discernere le cose, ma ridiscutendone interiormente la validità e personale intima convinzione.

‪CASTANEDA‬

domenica 23 agosto 2015

TUTTE LE COSE CHE PUOI FARE ..ignorando la convinzione che non si possono fare


"Un francese venne in America per vendere i vini francesi all'ingrosso. La sua ditta prosperò e divenne famosa. Al 25° anniversario fece una grande festa, con molte persone famose e la stampa. Un giornalista gli fece la domanda:
"Come è riuscito ad avviare la vendita negli anni di profonda crisi? Qual'è il segreto del suo successo?"
"Lei riderà se glielo dico", disse il francese. "Nei primi anni in America conoscevo così poco la lingua da non poter leggere i giornali. Perciò non sapevo nulla della crisi."


Anonimo."
Traduzione dal Russo di Olga Samarina

giovedì 20 agosto 2015

Uscite dalla vostra zona di comfort

La nostra zona di comfort ci protegge e ci fa sentire sicuri. Comprende tutto quel che conosciamo, quegli ambienti di cui ci sentiamo parte e dove ci troviamo completamente a nostro agio. Ma come fare per uscirne?

Perché uscire dalla vostra zona di comfort?

Sicuramente starete pensando che, se vi sentite così bene nella vostra zona di comfort, non ha molto senso tentare di uscirne. Tuttavia, quando riusciamo a farlo, eliminiamo tutte le nostre barriere, conosciamo nuove persone e facciamo nuove esperienze. Tutto ciò porta ad una crescita che ci permetterà di avere delle aspettative maggiori, di aumentare le nostre abilità e di avere una vita più soddisfacente in tutti i sensi.

Prenderemo inoltre coscienza delle nostre sfide personali, delle nostre paure e, in generale, del nostro lato oscuro. Saprete che starete pestando questo nuovo terreno quando le idee di cambiamento vi faranno percepire stress, quando proverete invidia verso coloro che sono già arrivati al punto che volete raggiungere voi, quando sarete ansiosi pensando se ci riuscirete oppure no, quando cercherete delle scuse per non fare il vostro dovere e le autocritiche aumenteranno sensibilmente, soprattutto di fronte ai piccoli fallimenti.

Riconoscete i vostri limiti

Ci sentiamo comodi nella nostra zona di comfort perché ci siamo adagiati in modo tale che i nostri limiti non vengano toccati. Ma, quando comincerete la fuga dalla vostra zona di comfort, appariranno tutte quelle barriere esterne o interne che avete costruito.La prima cosa da fare è riconoscerle, dar loro importanza e pensare a come fare per vincerle. Accettate di non essere così perfetti come vorreste, ma riconoscete anche che siete in grado di arrivare dove voi desideriate.
Cercate compagnia

Uscire dalla nostra zona di comfort tutti da soli potrebbe essere complicato, ma se c’è qualcuno che condivide con noi lo stesso interesse tutto può scorrere molto più facilmente. Può trattarsi di un amico che sia alla ricerca della stessa cosa, o un terapeuta che ci dà il suo punto di vista e ci aiuta a identificare i cambiamenti di cui avete bisogno. L’importante è che sia qualcuno altrettanto avido che noi di fare cose nuove, qualcuno che ci sfidi e che noi possiamo sfidare a spingerci più in là di dove ci troviamo in questo momento.

Imparate ad accettare

Quando restiamo nella nostra zona di comfort ci abituiamo al fatto che le cose siano di una determinata forma. Quando decidiamo di uscire, sicuramente ci scontriamo con aspetti che non sappiamo gestire né controllare. In questo caso, è importante imparare ad accettare le situazioni che ci si parano davanti. Se volete farvi dei nuovi amici, dovete accettare le loro caratteristiche, particolarità e differenze.

Immaginatevi quello che desiderate e lavorateci su

Ogni piccola azione che porterete a termine vi aiuterà ad ampliare la vostra prospettiva. Se la vostra zona di comfort implica essere asociali e volete venir fuori da questa situazione, mantenere una piccola conversazione con qualcheduno di diverso ogni giorno può fare la differenza. Non siate così esigenti! Un “buongiorno” al vicino oggi e un sorriso amichevole al tassista domani possono cambiare tutto.

Uscire dalla vostra zona di comfort vi aiuterà ad avere una vita più ricca di emozioni, conoscenza e prospettiva. Potrete anche crescere ed evolvervi in una versione migliore di voi stessi.
http://lamenteemeravigliosa.it/uscite-dalla-vostra-zona-di-comfort/

venerdì 14 agosto 2015

LA PERSONA RESILIENTE


In ingegneria, è la capacità di un materiale di resistere ad urti improvvisi senza spezzarsi. Per un metallo la resilienza è il contrario della fragilità.
in informatica, quella di un sistema di adattarsi alle condizioni d’uso e di resistere all’usura. Somma di abilità, capacità di adattamento attivo e flessibilità necessaria per adottare nuovi comportamenti una volta che si è visto che i precedenti non funzionano
in ecologia e biologia: capacità di un ecosistema, inclusi quelli umani, di mantenere il proprio equilibrio
in psicologia, capacità dell’uomo di affrontare le avversità della vita, di superarle e uscirne rinforzato e addirittura trasformato positivamente


La persona resiliente è l’opposto di una facilmente vulnerabile. Etimologicamente si collega all’atto con cui uno cade da una barca capovolta dalla furia del mare ed è capace di risalirvi (resalio). Chi è capace di andare avanti senza arrendersi, nonostante le difficoltà.
Per noi dovrà essere il poter andare avanti, persistendo nei nostri obiettivi, fronteggiando in modo efficace le difficoltà e gli eventi negativi che incontreremo, perché la nostra motivazione resta salda e resteremo ottimisti, capaci di leggere gli eventi negativi come momentanei e circoscritti e guardando i cambiamenti come una sfida e come un’opportunità, piuttosto che come una minaccia, senza perdere la speranza di fronte alle difficoltà
Dal Web

lunedì 10 agosto 2015

ATTRACTOR FACTOR: 5 PASSI PER CREARE TUTTO CIÒ CHE VOLETE



I cinque passi iniziano dal sapere ciò che non volete. È il livello in cui si trova la maggior parte delle persone, che sanno abbastanza bene che cosa non vogliono. Se sono dei dipendenti si lamentano del loro lavoro, se sono imprenditori si lamentano della scarsità di risultati. Si lamentano della loro salute, della loro situazione economica o dei loro rapporti. Ecco quello che fanno: si lamentano.

1. Sapere che cosa NON volete
Sapere che cosa non volete è utile e necessario. È il primo passo del processo che descrivo nel mio libro Attractor Factor. Sapere che cosa non volete è un'informazione importante. Fate una lista di tutte le cose che non volete (se preferite, scrivetela) e poi sostituite alle cose che non volete le cose che volete.


2. Stabilire un'intenzione: che cosa volete?
Il secondo passo consiste nella dichiarazione della vostra intenzione. Affermate, dichiarate quello che volete. Alcuni dicono. “Io non so cosa voglio”. Tutto quello che dovete fare è prendere tutte le cose di cui vi lamentate e sostituirle con le affermazioni corrispondenti. Trasformate le cose in obiettivi, in intenzioni.
Se pensate: “Odio il mio lavoro”, trasformatelo in: “Voglio che il mio lavoro mi piaccia” o “Voglio attirare il lavoro che mi piace”. Forse pensate: “Sono stanco di non avere mai i soldi necessari per pagare la rata del mutuo, la rata della macchina” o qualunque altra rata. Bene, questa è la vostra lamentela. Ora trasformatela in una intenzione: “Voglio avere più denaro di quello che mi serve per pagare le mie spese alla loro scadenza, o “Voglio saldare tutti i miei debiti ed essere completamente libero dai debiti”.
Come vedete, usate il primo passo per arrivare al secondo. Il primo passo consiste nell'elencare tutto ciò che non volete. Il secondo consiste nel trasformare il “non voglio” in un “voglio”, in una intenzione. “Le intenzioni governano il mondo”, dice Oprah Winfrey.


3. Ripulirsi dalle credenze limitanti
Il terzo passo è molto importante e profondo. Pochi ne parlano. Si chiama “ripulirsi”. Che cosa significa? Significa che, se alimentate dentro di voi delle contro-intenzioni, delle credenze negative, dei problemi relativi all'autostima o alla fiducia in voi stessi, impedite a voi stessi di ricevere proprio le cose che desiderate.
Può darsi che nel secondo passo abbiate espresso l'intenzione “Voglio perdere peso”, “Voglio smettere di fumare”, “Voglio attrarre ricchezza”, ma se dentro di voi non credete che sia possibile, se non credete di meritarlo, se avete delle credenze limitanti negative, impedite alla vostra intenzione di materializzarsi.
Il terzo passo consiste quindi nel ripulirvi dalle negatività. Dovete ripulirvi dalle vostre credenze limitanti, dovete ripulirvi da tutta la robaccia che vi blocca, robaccia accumulata nella vostra mente inconscia.
Molti non lo sanno e pochi ne parlano, perché non ne sono consapevoli. È un'altra buona notizia. Quando vi siete ripuliti potete ricevere praticamente tutto quello che volete, e riceverlo quasi istantaneamente. Questa è la promessa contenuta nel terzo passo.


4. “Nevillizzare” il vostro obiettivo
Il quarto passo del processo descritto in Attractor Factor si chiama “nevillizzareil vostro obiettivo”. Questo nome viene da Neville Goddard, un mistico, scrittore e conferenziere. Neville afferma che potete attirare nella vostra vita tutto ciò che volete se riuscite a visualizzarlo associandolo all'intensità dell'emozione. La chiave per nevillizzare un obiettivo è appunto l'emozione. Molti conoscono la visualizzazione e la meditazione (se non ne sapete niente, ne parlerò ancora in questo capitolo), ma la nevillizzazione dei vostri obiettivi va molto più in là. Il quarto passo riguarda appunto questo. Se volete più denaro, se volete una determinata automobile, se volete una casa specifica o un lavoro specifico, se volete che una persona precisa ritrovi la salute, dovete visualizzare tutto questo come se fosse già reale, ora. Non visualizzatelo nel futuro: visualizzatelo come già presente adesso. Visualizzando qualcosa come già presente accelerate la Legge dell'Attrazione, che inizia immediatamente a funzionare nella vostra vita.Nevillizzare un obiettivo significa renderlo più reale nella vostra vita e più reale nell'universo. Questo è il quarto passo: nevillizzare il vostro obiettivo.


5. lasciar andare e azione ispirata
Il quinto passo consiste nel lasciar andare e fare un'azione ispirata. Lasciar andare significa lasciar andare i vostri attaccamenti. Ricordate le sette chiavi di cui vi ho parlato? Quando lasciate andare i bisogni, le dipendenze e gli attaccamenti a volere una certa cosa, e lasciate che sia quella cosa a venire da voi, arriverà molto più rapidamente. Non trova ostacoli sulla sua strada.
Lasciar andare significa lasciar andare il bisogno che qualcosa accada. Volete quel lavoro, volete quella macchina, volete la salute, volete la ricchezza, volete qualunque cosa... ma non morirete se non la otterrete. Quindi, siete in uno stato di attesa rilassata. È quasi uno stato d'animo giocoso. La seconda parte di questo passo riguarda l'azione ispirata. È molto importante. Ci sono alcune persone che criticano il film The Secret dicendo: “The Secret non parla dell'azione. Si limita a dire: mi siedo, visualizzo una macchina, e quando mi alzo dalla sedia la macchina è parcheggiata davanti a casa”. Infatti non è così che funziona.
Io credo fortemente nella magia e nei miracoli, e nella loro possibilità. Ma il più delle volte dobbiamo contribuire facendo qualcosa. Dobbiamo agire. Dobbiamo partecipare al processo della creazione perché è un processo di co-creazione. Fate qualcosa e l'universo, il divino, Dio (comunque vogliate chiamare il potere più grande di voi) interviene e fa la sua parte. È un'attività condivisa.
Nel quinto passo dovete intraprendere quella che chiamo azione ispirata. L'azione ispirata proviene sempre dalla vostra interiorità. Non è un altro che vi dice: “Stendi un programma” o “Metti un annuncio per trovare un lavoro o una persona”. No. Focalizzatevi su questo punto: che cosa vi dice la vostra intuizione? Può suggerirvi di comprare un libro, partecipare a un seminario, girare a sinistra quando normalmente girate a destra. Vi dà un'indicazione dalla vostra interiorità. È un'ispirazione perché viene da dentro di voi.


(Joe Vitale)
http://pensodunqueattraggo.blogspot.hu/2013/10/attractor-factor-5-passi-per-creare.html



Attractor Factor

Attractor Factor
Cinque semplici passi per creare ricchezza (o qualunque altra cosa) in modo radicale
Joe Vitale

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COME MANTENERE UNO STATO DI VIBRAZIONE POSITIVA


Inizia a fare spazio nella tua vita per la bellezza e l’abbondanza che ti spettano di diritto. Ricorda quanto sei potente. Non è abbastanza sognare e desiderare; devi davvero essere disposto ad agire sia a livello interiore che esteriore nella direzione della creazione della vita dei tuoi sogni.
Devi anche essere abbastanza costante e disciplinato da seguire i rituali quotidiani che ti manterranno in uno stato di vibrazione positiva, controparte del futuro che desideri. Dunque, prenditi l’impegno di fare queste cose ogni giorno. Integra questi rituali nella tua routine quotidiana:


1. Inizia ogni giornata dedicando almeno 5 minuti alla concentrazione della mente su desideri, obiettivi e intenzioni. Mettiti comodo, chiudi gli occhi e visualizza tutti gli obiettivi e i desideri come se fossero già realtà. Senti davvero dentro di te le emozioni di quella realtà. Visualizza la giornata nel modo esatto in cui vorresti andasse.


2. Utilizza i tuoi strumenti ogni giorno. Libri delle visioni, diario della gratitudine, simbolo della gratitudine e affermazioni ti forniranno tutti un’ispirazione esteriore tangibile e sposteranno in maniera
positiva il tuo campo energetico. Impegnati a utilizzare davvero questi strumenti quotidianamente, e applicali nella tua vita.


3. Inizia a prestare attenzione a quanto spesso durante la giornata hai delle risposte emotive che non sono allineate con il tuo scopo o con la creazione della vita che desideri. Ogni volta che ti accorgi di ciò, agisci. Cambia pensieri e sensazioni, rivolgendoti a quelli che costituiscono una controparte vibrazionale adatta a ciò che vuoi attrarre. Rimani concentrato sulle cose che ti arrecano gioia, e mantieni positive le tue aspettative.


4. Ricorda l’importanza della gratitudine e della riconoscenza in tutte le aree della vita. Prenditi del tempo, ogni giorno, per collegarti a Dio e a te stesso.


5. Intraprendi ogni giorno delle azioni che siano allineate con il tuo scopo, gli obiettivi e i desideri. Sii consapevole e attento. Agisci a seconda delle idee inspirate. Fidati delle tue emozioni e delle tue
intuizioni. Presta attenzione e rispondi ai feedback che esse ti inviano. Fai ogni giorno dei passi avanti verso i tuoi sogni.


6. Riconosci che la Legge d’Attrazione opera nella tua vita. Riconosci le prove del suo effetto e ringrazia. Più lo farai, più essa funzionerà, semplicemente. Rimani saldo rispetto al tuo scopo e alla visione che hai creato per il futuro, e aggrappati a essi con tutto te stesso. Mantieni ogni tua azione in allineamento con tuo scopo ultimo, e mantieni pure le tue intenzioni. Attrarrai cose incredibili e belle.


Dunque, non temere, divertiti e sii disposto ad assumerti alcuni rischi. Punta in alto, e sappi che l’Universo ti sostiene in ogni modo.



(Jack Canfield - La Chiave della Legge di Attrazione)
http://pensodunqueattraggo.blogspot.hu/2013/05/come-mantenere-uno-stato-di-vibrazione.html


La Chiave della Legge dell'Attrazione

La Chiave della Legge dell'Attrazione
Il metodo Canfield per creare la vita dei tuoi sogni
Jack Canfield, D.D. Watkins

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lunedì 3 agosto 2015

A tutti i cavalieri erranti























A tutti gli illusi, a quelli che parlano al vento.
Ai pazzi per amore, ai visionari,
a coloro che darebbero la vita per realizzare un sogno.
Ai reietti, ai respinti, agli esclusi. Ai folli veri o presunti.
Agli uomini di cuore,
a coloro che si ostinano a credere nel sentimento puro.
A tutti quelli che ancora si commuovono.
Un omaggio ai grandi slanci, alle idee e ai sogni.
A chi non si arrende mai, a chi viene deriso e giudicato.
Ai poeti del quotidiano.
Ai “vincibili” dunque, e anche
agli sconfitti che sono pronti a risorgere e a combattere di nuovo.
Agli eroi dimenticati e ai vagabondi.
A chi dopo aver combattuto e perso per i propri ideali,
ancora si sente invincibile.
A chi non ha paura di dire quello che pensa.
A chi ha fatto il giro del mondo e a chi un giorno lo farà.
A chi non vuol distinguere tra realtà e finzione.
A tutti i cavalieri erranti.
In qualche modo, forse è giusto e ci sta bene…
a tutti i teatranti.


Miguel de Cervantes, Don Chisciotte

domenica 2 agosto 2015

,,,Dipende da che cosa scegli tu.

Se sei infelice, vuol dire solo che hai imparato qualche trucco per essere infelice, nient’altro!


L’infelicità dipende dalla struttura della tua mente. Ci sono persone che sono infelici in qualunque situazione; hanno un certo programma nella mente che trasforma tutto in infelicità. Se parli loro della bellezza della rosa, subito si mettono a contare le spine.
Se dici: “Che bella mattinata, che bel sole!”, diranno: “È solo un giorno, presto arriverà la notte, perché fare tanto chiasso?”.


La stessa cosa può essere vista da una prospettiva positiva;
allora vedrai che la notte è circondata da due giorni. Allora lo sbocciare di una rosa è un miracolo – un fiore così delicato appare tra le spine.


Tutto dipende da che struttura ti porti dietro nella testa. Milioni di persone trasportano delle croci: naturalmente è un fardello; la loro vita è pesante. Ma la loro struttura è tale che si focalizza subito sul negativo, ingrandendolo. È un approccio malato, patologico, alla vita. Ma loro continuano a pensare: “Cosa possiamo farci noi? Così è il mondo!”.
No, il mondo non è così! Il mondo è del tutto neutro: ha spine e ha rose, ha le notti e ha i giorni. Il mondo è del tutto neutro, equilibrato: ha tutto. Dipende da che cosa scegli tu.
È così che la gente crea l’inferno e il paradiso sulla stessa terra.


(OSHO)


http://pensodunqueattraggo.blogspot.it/2015/01/stai-creando-linferno-o-il-paradiso.html

Il vero segreto della magia è che funziona, ma guai a dirlo

Magia bianca e magia nera, infatti, si servono degli stessi strumenti; è solo il fine che è diverso, come dicono chiaramente Dion Fortune e Israel Regardie. Il grande segreto della magia è quindi il valore della forza di volontà, e la scoperta che tutto ciò che capita nella nostra vita è attirati dai nostri pensieri. Ne consegue che modificando i nostri pensieri può cambiare la nostra vita. Nell’antichità si riteneva che questo segreto non potesse essere dato alle masse o a chiunque lo volesse conoscere, per evitare che se ne potesse fare un uso distorto. I Pitagorici dicevano che dare il segreto a chiunque avrebbe comportato che il depresso/pessimista avrebbe utilizzato questa conoscenza per autoflagellarsi e accusarsi e sentirsi in colpa di tutte le disgrazie capitate alla gente intorno a lui; il malvagio se ne sarebbe servito per far del male; e la persona troppo limitata non avrebbe retto alla rivelazione, finendo per perdere il senno. Nel medioevo i Rosacroce e i Templari detenevano questo e altri segreti ma non potevano rivelarlo, perché sarebbero stati perseguitati dalla Chiesa cattolica.

Oggi però, piano piano, questo concetto sta iniziando a farsi strada (a partire dai libri di esoterismo, sempre più diffusi, per passare dai libri new age – il cui contenuto è identico a ciò che già scrivevano Plotino qualche millennio fa e Cornelio Agrippa qualche secolo fa – fino ai recenti libri come “The Secret”, il cui titolo non casuale non è altro che una volgarizzazione di alcuni segreti che sono stati sempre propri delle scienze magiche ed esoteriche). Ciò che la cultura moderna e occidentale ha voluto nasconderci e cerca tutt’oggi di nascondere, insomma, è l’importanza della forza di volontà e tutto ciò che costituisce una tecnica per migliorare se stessi. La società occidentale cerca di distruggere sistematicamente la volontà dell’individuo, impedendogli di pensare, riflettere, migliorare. Tutto il sistema in cui viviamo è un complesso apparato volto a impedire lo sviluppo delle facoltà latenti in ogni uomo. A questo risultato si arriva con una serie di mezzi. Anzitutto facendo lavorare ogniindividuo otto ore al giorno e anche più, ci si assicura che la persona non abbia tempo per evolversi, dovendo pensare soprattutto a mantenersi.

I cibi sempre peggiori, la pubblicità insistente solo sul materialismo, la completa estromissione dai media, dai film, dai telefilm, dagli spettacoli e dall’informazione in genere, di tutto ciò che è spirituale, produce l’effetto visibile a tutti: l’annichilimento delle persone, l’azzeramento delle volontà, una società di infelici, persone che non conoscono il senso della vita, che sono depresse, che hanno paura di tutto (della bocciatura, della morte propria e altrui, di essere lasciati dal partner, del proprio datore di lavoro cui si sottomettono come schiavi per paura di perdere il lavoro, di parlare in pubblico, di perdere i loro soldi, la loro casa, la loro auto) e che sono schiave docili del sistema e i cui svaghi principali sono il calcio o la discoteca, due delle cose più inutili che la mente umana abbia prodotto.

Per evitare poi che la gente si avvicini alla discipline esoteriche (e quindi migliori se stessa, approfondendo il senso della vita e della morte), il sistema provvede ad effettuare le seguenti operazioni: la magia viene presentata come una cosa da operetta, i cui testimonial principali sono Otelma, Silvan e Vanna Marchi; alcuni programmi e approfondimenti insistono molto sui maghi ciarlatani che propinano filtri d’amore a pagamento, presentando la gente che si rivolge ai maghi come dei superstiziosi ignoranti; nelle trasmissioni, sui giornali, nelle opere storiche, scientifiche e letterarie, viene volutamente omesso qualsiasi riferimento esoterico e qualsiasi riferimento ai problemi dell’anima e dello spirito; nei testi di storia viene omesso qualsiasi riferimento alla massoneria e ai Rosacroce, e alla loro importanza nellastoria dell’umanità; di Dante ci insegnano che scelse San Bernardo come guida in Paradiso perché era devoto alla Madonna, e i Fedeli d’Amore ci vengono presentati come una manica di imbecilli che passavano il loro tempo a scrivere sonetti demenziali a donne angelicate che poi cornificavano nella loro vita privata.

E ancora: lo Yoga e le tradizioni orientali sono presentati come una sorta di fuffa new age praticata da fricchettoni con i capelli lunghi e che fumano canne (vedi ad esempio il personaggio di Verdone nel film “Un sacco bello”), oppure persone svitate e svampite senza aggancio con la realtà (il personaggio di Dharma nel telefilm “Dharma e Greg”); in casi estremi poi si arriva addirittura a dire che lo Yoga e le discipline orientali sono “sataniche”, come fanno Padre Amorth e altri cattolici fondamentalisti; in linea di massima però chi pratica discipline come la meditazione viene sempre presentato come un disadattato che fugge dalla realtà, mentre la persona “adattata” e di successo, ben agganciata alla realtà, è ovviamente quello che viaggia vestito in giacca e cravatta sulla sua Bmw. E poi si omette accuratamente di dire che Dante Alighieri, Leonardo da Vinci, Mozart, Beethoven, Bacone (che pare fosse colui che effettivamente scrisse le opere di Shakespeare), erano Rosacroce, quindi maghi ed esoteristi, come lo erano Mazzini, Cavour e altri meno nobili personaggi, per evitare che la gente si faccia domande. Possiamo quindi dire che il grande segreto della magia è che essa funziona, e che chi detiene il potere nella nostra società ha fatto credere alla gente che essa non solo non funzioni, ma sia una scienza da ciarlatani, da persone superstiziose e arretrate, e che una persona, per essere evoluta, debba fare riferimento alla “scienza” e solo alla scienza. Un altro segreto è che i personaggi politici, da Borghezio ad Andreotti, Berlusconi o Monti, la utilizzano come strumento quotidiano, mentre a noi ci propinano al massimo il mago Otelma e Silvan.

(Paolo Franceschetti, estratto da “La magia. Cos’è, perché funziona, e per quale motivo i politici la usano in segreto”, dal blog di Franceschetti del 18 novembre 2012).

Fonte: libreidee.org
http://www.morasta.it/il-vero-segreto-della-magia-e-che-funziona-ma-guai-a-dirlo/

La magia come scienza del modificare la realtà.

La magia è l’arte di modificare la realtà. Israel Regardie scrive che “la magia è l’arte di applicare cause naturali per produrre effetti sorprendenti”; Crowley diceva che “lo scopo generale della magia è influenzare il mondo dietro le apparenze, per poter trasformare le apparenze stesse”.
Il mago non è un tizio vestito in modo strambo che fa uscire un coniglio dal cilindro. Il mago è colui che riesce a modificare la realtà attorno a sé, facendo prendere agli avvenimenti la piega che vuole lui.
È magia ad esempio cercare di attirare a sé la persona amata, cercare di attirare ricchezze, ma anche guarire un ammalato (in genere in questi casi si parla di magia bianca) o far ammalare una persona sana (e in genere qui si parla di magia nera).
Primo punto fermo è quindi il seguente: la magia è l’arte di modificare la realtà esterna attorno a noi.
Come si ottiene la modificazione della realtà?
Con l’evocazione di angeli, la recitazione di formule, con la forza di volontà, con procedimenti e riti particolari.
In realtà il mago non fa né più né meno che quello che fanno quasi tutte le persone, ad eccezione degli atei e dei materialisti convinti: il cattolico si recherà a Lourdes o invocherà Padre Pio, l’induista praticherà forme di meditazione (sono strabilianti i “miracoli” compiuti dagli Yogi orientali), il buddhista reciterà dei mantra, altri ritengono di avere un contatto coi propri defunti, ecc.

La differenza è che il mago chiama la sua arte “magia”, appunto, mentre il buddhista parlerà di “legge mistica”, l’induista parlerà di poteri yogici, il cattolico dirà che ha ricevuto la grazia dalla Madonna, San Gennaro, Padre Pio, ecc. e spesso discorre di miracolo ritenendo ottusamente che i miracoli li possa fare solo la Madonna, e non sapendo che la produzione di eventi eccezionali è assolutamente normale presso la maggior parte delle comunità etniche nel mondo.
Ulteriore differenza è che il mago, oltre alle invocazioni di entità superiori, userà qualsiasi altro strumento, connesso alla forza di volontà e all’arte magica in generale.