venerdì 12 agosto 2016

La teoria della contentezza che guarisce

I pensieri negativi e le emozioni sono scatenati dalle nostre pretese e dal rifiuto della realtà
Senza reti neurali non si va da nessuna parte


Fino a quando consideriamo i ricordi in maniera negativa, fino a che continuiamo ad avere paura che ci succeda qualcosa di brutto, finché non siamo grati di ciò che ci è capitato, insomma fino a quando un ricordo o un pensiero qualunque non viene reinterpretato in chiave positiva, noi non guariamo dai brutti ricordi e dai pensieri negativi (1).

Soltanto quando consideriamo positivi e utili per la nostra crescita anche gli eventi traumatici e i ricordi brutti di ogni genere, si chiudono le ferite emotive ancora aperte nella nostra mente e ci liberiamo degli stati d’animo dolorosi e dei cosiddetti automatismi inconsci autodistruttivi e auto-sabotanti. Ogni ferita ha il suo dono prezioso: alla fine del tunnel c’è una luce sfolgorante!

Le emozioni negative sono scatenate dai nostri pensieri.

Se pensi sempre alla stessa cosa dolorosa che ti è capitata tanto tempo fa, non fai altro che rivoltare ogni volta il coltello nella ferita che si riapre proprio a causa dei tuoi pensieri di oggi!

Per facilitare la rivalutazione in chiave positiva dei ricordi e/o dei pensieri negativi (2) bisogna per prima cosa accettare la realtà e anche se stessi. Accettare la realtà (3) non significa subirla supinamente, ma esattamente il contrario.

L’accettazione di un brutto evento ci consente di recuperare la lucidità mentale perduta a causa delle forti emozioni alle quali siamo stati esposti, emozioni che anestetizzano letteralmente l’emisfero sinistro del cervello, quello razionale, e così riacquistiamo la ragione e il senso di responsabilità e siamo in grado di scuoterci e di rimboccarci le maniche e trovare la soluzione ai nostri problemi. Bisogna accettare la realtà, il presente, per andare oltre la realtà, oltre il presente.
Ricordi e pensieri negativi: ecco come spazzarli via


La nostra mente ritorna spesso e si sofferma autonomamente sulle cose spiacevoli, mentre i bei ricordi e i pensieri positivi li dobbiamo attivare noi con uno sforzo di volontà.

Come a dire che il cervello toglie di mezzo i ricordi belli perché non sono un problema da risolvere, ma mantiene vivi i brutti ricordi fino a quando non vengono rielaborati e risolti.

Un brutto ricordo o un pensiero ossessivo si dissolve soltanto quando lo analizziamo e reinterpretiamo in chiave favorevoleaccettandolo con comprensione e amore (4).

Come fa il cervello ad accorgersi se i ricordi sono spiacevoli? E’ semplice: perché in tal caso noi continuiamo a lagnarci e a sentirli in maniera negativa! Continuiamo a pensare in maniera triste e pssimistica. Si ritiene che i neuroni specchio riconoscano i nostri stati emotivi e reagiscano di conseguenza (5).


In sostanza, le emozioni negative (come del resto quelle positive) hanno origine nel cosiddetto sistema limbico o cervello emotivo (6) che si attiva rispetto agli eventi esterni, rilasciando determinate molecole, ben prima della corteccia cerebrale; non solo, le stesse molecole “emotive” si riattivano autonomamente ogni volta che ricordiamo, ossia pensiamo…, provocando le medesime sensazioni dolorose e mantenendo fresca la ferita. Si dice infatti che il cervello non distingue tra realtà e immaginazione.

Se allora smettiamo di lamentarci e/o di essere afflitti e scontenti a causa dei nostri brutti ricordi, ma è più esatto dire dei brutti pensieri presenti legati ai ricordi; se riusciamo a rivalutare gli eventi, sia vecchi che nuovi, in chiave positiva, trattandosi pur sempre di un’esperienza utile alla nostra crescita, i neuroni specchio non li considereranno più brutti e non ci torneranno più sopra.

“I mali non vengono mai per nuocerci, ma per farci crescere” (P.F.)

E come facciamo a far capire ai nostri neuroni specchio che da questo momento in poi consideriamo in chiave positiva anche i brutti ricordi? È semplice: manifestando gratitudine, accettando, apprezzando e amando quei ricordi (7), mostrandoci contenti anziché scontenti, e detto diversamente, smettendo di lamentarci ossessivamente e di essere arrabbiati e astiosi contro se stessi e il mondo intero!
La via del Transurfer - https://faregruppo.blogspot.it

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