martedì 30 agosto 2016

LA VITA IN SALA D'ATTESA




Se la palude della routine quotidiana l’ha inghiottita, se lo scenario della vita si ripete di giorno in giorno senza cambiamenti, che cosa potrà accadere? Niente. La maggior parte delle persone vive proprio così: prima lo studio, poi le speranze di trovare una felicità più avanti, nel futuro, poi la famiglia, un lavoro senza grandi cambiamenti, ancora una volta le speranze di successo, che è sempre là innanzi ad ammiccare, lontano lontano, i lavori domestici, gli intrattenimenti poco frequenti e senza pretese, ancora una volta la famiglia, la routine, il divano, la tv.

La vita passa proprio così, “in sala d’attesa”. Come si può uscir fuori dal ciclo della quotidianità? Innanzitutto bisogna avere l’intenzione di rompere. In tanti credono di voler cambiare, ma di fatto la loro intenzione non è seria e preferiscono lamentarsi della vita, lagnarsi del suo grigiore e della sua mancanza di vie d’uscita. Noti bene, però: le persone di successo, quelle che lei vede ogni giorno alla televisione, hanno uno stile di vita molto attivo. A lei la scelta: o si dà da fare e investe determinati sforzi per cambiare la situazione, o si deve accontentare di una esistenza monotona (che per molti è, in linea di principio, un’alternativa tollerabile), ma allora non si dovrà lamentare per un fine che non prende forma. 

Un altro discorso è come avere l’intenzione, se mancano la forza e la volontà di agire, se l’età non è più quella di prima o, più semplicemente, si è in balia della pigrizia. Se non si vede l’ora di stendersi sul divano dopo il lavoro, significa che manca l’energia libera, che è di fatto la principale fonte di alimentazione dell’intenzione. Non si può non voler niente, quando il potenziale energetico è nella norma. La causa principale di un basso livello di energia, se non si conta l’assenza di un fine, è la forte intossicazione dell’organismo (una causa molto prosaica).

Non occorre prefiggersi immediatamente il compito “di conquistare l’Everest”, o di porsi un obiettivo “degno” per il solo motivo che così dovrebbe essere. È meglio iniziare da cose elementari e al contempo necessarie per migliorare il potenziale energetico: ripulire le proprie “condutture”, seguire una dieta sana, dedicarsi al miglioramento della propria forma fisica. Vedrà allora che compariranno nuove esigenze, e l’energia per la loro soddisfazione sarà sufficiente.

Vadim Zeland - Trasurfing VIVO

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domenica 28 agosto 2016

SETTE PUNTI PER LA RICERCA DEL FINE



«Da quasi un anno sto mettendo in pratica i principi del Transurfing e vedo già dei risultati. Però c’è un problema: non riesco a trovare il fine della mia vita. Ogni volta che rifletto e mi metto in ascolto della voce della mia anima capisco con orrore che mi piacciono veramente solo alcune cose: il sesso, l’alcool e i video- giochi. Questo nonostante io abbia 33 anni. Come raggiungere il benessere materiale attraverso questa strada non posso proprio immaginarmelo. Ho sempre fatto (e faccio tutt’ora), un lavoro che non mi piace, e spendo un sacco di energia a lottare contro me stesso. Se lei mi aiuterà e io troverò il mio fine, le sarò molto grato».

Solo lei è in grado di trovare il suo fine. Io posso solo proporre un algoritmo d’azione orientativo.

Punto primo. Punto di partenza nella ricerca è il postulato: il suo fine le attirerà tutto quello che le serve nella vita. In questo senso tutte le considerazioni sul tema “voglio ottenere questo e quest’altro” cadono da sole. Otterrà tutto quello che la sua anima desidera, basta solo trovare la strada giusta..

Punto secondo. In generale lei deve capire: cosa ama (può amare) fare, di cosa si vorrebbe occupare? Non intendo dire cosa ottenere (questo l’abbiamo già chiarito) ma proprio di cosa si vorrebbe occupare, in cosa vorrebbe spendere la sua energia d’intenzione. Occorre capire che il fine non è un punto d’ar- rivo ma un percorso esistenziale, un modo di autorealizzarsi.

Punto terzo. Deve porsi la domanda: Quest’occupazione trasformerà la mia vita in festa? Per festa qui non si intende una cerimonia solenne in occasione dell’arrivo al punto di desti- nazione, ma la sensazione di una festa che è “sempre con te”. Questa sensazione sorge quando la vita diventa consapevole, piena, interessante, viva e gioiosa.

Punto quarto. La decisione dovrà essere presa nell’unità di ani- ma e ragione, quando l’anima canta e la ragione si frega le mani soddisfatta. Ciò significa che per lei dovrà essere scontato che l’occupazione prescelta è cara al cuore, riempie la vita e non la lascia in condizioni di miseria. Per esempio, se lei avesse una passione per i ricami a punto croce, non significa che ciò possa essere il suo fine. La ragione non sarebbe d’accordo, non crede?

Punto quinto. Se per il momento, tra le occupazioni che lei ha preso in considerazione, non ci sono candidature accettabili, provi a guardare al suo passatempo “non serio” sotto un altro punto di vista. Tutto ciò che si fa con disinvoltura e piacere ha un significato e un valore preciso. Per esempio, la passione per l’alcool potrebbe trasformarsi in una specifica professione, quella di produttore di vini o di sommelier. Le piacciono i videogiochi? Provi a inventare un suo supergioco, qualcosa che il mondo non ha mai visto, magari non necessariamente nel campo dei videogiochi. Potrebbe ideare, per esempio, uno sconvolgente reality-show. Il sesso? Provi a chiedersi: “Cosa manca alla gente in questa sfera, di che cosa ha bisogno?”. Di esperienza, di nuove conoscenze, di nuove emozioni? Potrebbe, per esempio, imparare una
qualche tecnica particolare e fondare una sua scuola. O organizzare un’agenzia matrimoniale diversa dalle solite, che non si inscrive negli standard comuni di questo tipo di attività. Volendo si può arrivare a creare qualcosa di inimmaginabile. Il principio fondamentale è quello di uscire dai ranghi comuni e andare per la propria strada. Creare un proprio pendolo, una propria religione.

Punto sesto. Se non le viene in mente niente di interessante, dovrà allargare i suoi orizzonti: andare dove non è mai andato, visitare quello che non ha mai visto. Il compito della ragione nel processo di ricerca del fine non è tanto cercare quanto filtrare tutte le informazioni provenienti dall’esterno, prestando una particolare attenzione allo stato di benessere interiore. Non appena l’anima vedrà “qualcosa di Suo”, si riscuoterà e lei lo percepirà senz’altro.

Punto settimo. Occorre visualizzare la diapositiva della festa della vita. Si immagini un quadro che contenga tutti gli attri- buti della sua festa (yacht, macchine, club e tutti gli altri gio- cattoli cui l’anima aspira). Di che cosa dev’essere piena la sua vita? Cerchi, studi bene gli attributi che le servono, li misuri con l’intenzione di ottenerli in breve tempo. Lavori con questa diapositiva sistematicamente e allora l’intenzione esterna apri- rà le sue porte, le offrirà possibilità che non sospetta neppure. Proprio questo punto è il più efficace nel processo di ricerca del fine. Esso permette di vedere una via d’uscita lì dove apparentemente non può esserci.

Vadim Zeland . Transurfing Vivo
 


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I parassiti della coscienza ...

i dottori mi hanno diagnosticato una sindrome compulsivo-ossessiva (nevrosi ossessiva). Ho incominciato a essere ossessionata dalla sporcizia: mi sentivo lo sporco addosso e lo sentivo su tutti gli oggetti che mi circondavano, non mi sentivo abbastanza pulita o non ritenevo puliti gli oggetti che toccavo. Lavavo sempre tutto e a lungo, lavavo me stessa e le cose che usavo. Facevo anche dei rituali specifici che mi venivano spontaneamente in testa. Si trattava di rituali stancanti e lunghi, con movimenti ripetitivi. Praticamente mi portavano via tutte le forze, mi svuotavano di energia. I medici mi avevano detto che questi tipi di malattie non si curano. Secondo loro era possibile raggiungere solo uno
stadio di remissività e anche questo solo per mezzo di farmaci. I miei genitori non sapevano cosa fare e io decisi allora di rivolgermi a uno psicoterapeuta che mi prescrisse una cura di farmaci. All’inizio si trattava di deboli antidepressivi ma poi il medico era passato a prescrivermi preparati psicotropici e neurolettici. Un giorno, che per una serie di circostanze mi ero ritrovata fuori città, in dacia, senza farmaci, il mio stato peggiorò al punto tale che feci un salto dalla finestra del secondo piano e finii col fratturarmi una gamba.
francamente, spesso, non ho alcuna voglia di vivere… Ma vivo perché credo che un miracolo possa avvenire e la mia malattia mi possa abbandonare. Mi aiuti, la prego. Sono esausta».

Risposta Di Vadim Zeland

I medici non la possono aiutare perché non sanno con che cosa hanno a che fare. A danneggiare si fa presto, se ne è convinta da sola quando si è accorta che somministrandole farmaci l’avevano portata a uno stato vegetativo. Quando i medici si rendono conto di non essere in grado di curare una malattia psichica, rimpinzano il paziente di psicofarmaci. Così per loro è più facile. Un vegetale, infatti, è tranquillamente gestibile: non disturba, non esige, non si lamenta. Con lui si può fare quello che si vuole. I medici si sono fissati con i loro metodi: se c’è una malattia, bisogna curarla. Con cosa? Con le medicine, ovviamente. Ma l’unica cosa che lei non deve fare è prendere le loro “medicine”. Questa via la porterebbe in un vicolo cieco, a una dipendenza ancora maggiore.  Lei è in grado di risolvere da sola il suo problema. Non si tratta di malattia ma di parassiti della coscienza, di pendoli. Deve capire che i pensieri ossessivi non nascono nella sua testa ma vi ci vengono impiantati dall’esterno. Per essere più precisi, nella sua testa non c’è alcun pensiero. Il cervello risponde fondamentalmente della ricezione e dell’elaborazione dell’informazione esterna, e per questo sembra che i pensieri “si preparino” in testa. Di fatto non è così. L’uomo è simile a un televisore che riproduce i programmi provenienti dallo spazio delle varianti. Quando lei medita su qualcosa, la sua “telericevente” si collega a un determinato settore dello spazio delle varianti. Lei può scegliersi i canali da sola, secondo la sua volontà. Ma per far ciò bisogna prima diventare padroni di sé, tenere il telecomando in mano. In testa ci dev’essere “un re”. L’uomo, però, per sua natura è pigro e passivo. Preferisce lasciar andare i suoi pensieri a casaccio, mettendo il telecomando sul tavolo. Succede così che nella catena tra “il televisore” e lo spazio delle varianti si inserisce un pendolo. “Preme un tasto” e la catena si chiude, passa la corrente. 


Per il parassita non è importante di che programma si tratti. Ha bisogno di una cosa sola, di scroccare energia. Lei comincia a farsi girare in testa i pensieri legati a quel settore dello spazio delle varianti cui è stata collegata, e se poi questi pensieri la costringono anche a eseguire qualche azione specifica, un rituale, allora finisce che si forma un saldo collegamento con il settore prescelto, una sorta di “campanello rosso di turno”. Basta che il pendolo prema questo campanello e lei si ritrova in sua balia. Ripeto, non si tratta di malattia. I parassiti della coscienza esistono in ognuno di noi, in una misura o in un’altra. Nella fattispecie, tutte le abitudini dannose sono sostenute proprio dai parassiti. Credo che liberarsi dal suo stato di ossessione non dovrebbe essere più difficile di smettere di fumare. Anche il fumo è non tanto una dipendenza fisiologica quanto un rituale, un gancio cui si appiglia il pendolo. Per svincolarsi dal pendolo bisogna cambiare il programma, spostarsi su un programma nuovo, per esempio uno stile di vita sano. Allo stesso modo, ci si può liberare di una melodia che risuona insistentemente in testa, sostituendola con un’altra. In altre parole, il suo compito sarà quello di prendere il telecomando in mano e premere su un nuovo tasto. Con tutta la sua volontà. In modo consapevole.  Lei dovrà comportarsi letteralmente nel modo seguente. Non appena sentirà sorgere lo stimolo a eseguire il rituale, dovrà svegliarsi e rendersi conto di cosa sta succedendo: il pendolo ha premuto il tasto del suo telecomando. Non si lasci sottomettere. Deve prendere il telecomando nelle sue mani e inserire un nuovo programma. Meglio pensare prima quale. Potrebbe trattarsi di un semplice programma di ginnastica di base, o di qualcos’altro che le piace, meglio se si tratta di qualcosa di attivo, motorio. Solo che dovrà periodicamente cambiarlo per non trasformarlo in rituale di turno. Lei deve essere la padrona della sua mente. Lei ha volontà, a differenza del parassita che non ha volontà e si attacca istintivamente a una fonte di energia senza padrone.

Tenga presente che all’inizio il cambiamento di programma potrebbe essere accompagnato da un forte senso di disagio, una sorta di crisi d’astinenza. Lei però dovrà rendersi conto che sta interrompendo un circolo vizioso e questa comprensione le darà forze nuove. Non dovrà lottare contro il pendolo che vuole costringerla a eseguire il suo rituale abituale, lei dovrà proprio indirizzare la sua attenzione verso un altro pendolo, dovrà spezzare il vecchio algoritmo. Ogni volta che un parassita cercherà di entrarle in casa cambi programma, ne inserisca uno nuovo. Ieri, per esempio, può aver sostituito il suo vecchio rituale con una canzone, oggi con delle danze. In questo modo lei finirà per confondere il pendolo, per chiudergli con un lucchetto nuovo l’accesso alla coscienza. La chiave di prima non andrà più bene e il parassita sarà costretto a cercarsi un’altra mangiatoia.

Tratto da Transurfing Vivo

http://altrarealta.blogspot.com/




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CREARE UNA VITA STRAORDINARIA

E il buio è come quando il seme penetra nella terra. E quando fate la Lista dovete essere totalmente coperti, in modo che la luce non vi colpisca neanche una mano, con la maschera sugli occhi, completamente coperti, sdraiati. Allora il cervello è nella condizione di agganciarsi visivamente a qualunque cosa. E quando siete sdraiati e incominciate a dire la vostra Lista: «Io sono pieno di energia vitale», ogni parola è focalizzata nel presente e quindi l'immagine che ne è collegata è il fiore del seme. Allora visualizzate l'immagine; quello è lo sbocciare del fiore. E dite ogni frase tre volte, molto lentamente, quindi vi focalizzare sull'essere l'immagine che avete creato. Poi passate al seme seguente.
Quando fate la Lista correttamente, la mattina presto e la sera tardi, e se siete impeccabili nel farla, quella è la cosa più importante.
E' la linea del tempo. E' ciò che voglio manifestare nella mia vita. E' la mappa della mia illuminazione e longevità. Se la trattate come un qualcosa di veramente prezioso e la fate correttamente, costruirete la rete delle radici. In altre parole, il corpo si trasformerà in energia vitale perché ormai c'è la rete neurale e il fiore sta sbocciando. Se non la fate, allora il seme rimane inutilizzato per altri cent'anni. Non viene mai piantato in un suolo fertile e non gli viene mai dato un dolce calore perché possa affiorare alla superficie.

E mentre il seme giace nell'oscurità, crea una rete neurale fatta di radici. Quanti di voi capiscono? La rete neurale di radici diventa la sua base. Non appena la rete neurale delle radici è stata prodotta e l'impianto della produzione interna allestito e tutto il personale appropriato assunto, a quel punto esso affiora alla superficie. E affiora alla superficie perché l'elemento chiave successivo è il dolce calore


... Sulla lista abbiamo scritto alcuni semi straordinari. Potete piantare il seme per rovesciare il corso del tempo nel vostro corpo e riportarlo non solo all'eterna gioventù, ma addirittura all'eternità del vostro stato mortale, e questo significa che dirvi che potete vivere per 250 anni è un'affermazione straordinaria.

E quel miracolo è lo stesso miracolo di un fiore cremisi che proviene dalla corteccia di un cespuglio irsuto. E' lo stesso miracolo. Tutte queste cose voi le potete diventare. Ma quando la rete di radici è correttamente allestita all'interno del cervello, la rete neurale funziona alla perfezione. E allora il pensiero comune, quando meno ve l'aspettate, immetterà nella vostra mente una di queste frasi. E voi vi metterete a ridere di gioia poiché quando per voi questo diventa pensiero comune, è il seme che è stato piantato, per cui dallo stesso corpo corruttibile verrà foggiato un corpo incorruttibile composto delle stesse sostanze chimiche, dello stesso DNA, della stessa rete elettrica, e non è mai troppo tardi. Non importa se avete novantanove anni e riuscite ad attraversare il campo soltanto una volta. Voi avete il potere di riportare il vostro corpo all'epoca in cui avevate dieci anni. E non dobbiamo far altro che piantare il seme e avere cura che rimanga al buio e gli venga dato un dolce calore perché inizi a sbocciare. Il dolce calore proviene dalla nostra risata. Quello è il nostro dolce calore.

Ramtha -  creare una vita straordinaria
 
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sabato 27 agosto 2016

IO CREO IL MIO GIORNO


“ Mi sveglio la mattina e creo coscientemente la mia giornata come desidero che accada. Siccome spesso la mia mente esamina tutto ciò che deve essere fatto, occorre un po di tempo per calmarsi e per raggiungere quello stadio dove desidero creare intenzionalmente la mia giornata. Ma ecco il punto”

“ Quando creo la mia giornata, accadono, come se venissero dal nulla, piccole cose che sono inspiegabili, e so che sono il processo o il risultato della mia creazione. E più faccio questo, più costruisco una rete neuronale, nel mio cervello, che mi fa accettare la possibilità di queste cose. Mi da il potere e l’incentivo a farlo anche il giorno dopo.”

" Quindi, se siamo coscienti di progettare il nostro destino, se siamo coscienti, da un punto di vista spirituale, di includere l’idea che i nostri pensieri influenzano la nostra realtà o la nostra vita, poiché la realtà equivale alla vita, allora faccio questo piccolo accordo quando creo la mia giornata

“ Mi dico, sto impiegando questo tempo per creare la mia giornata, e sto influenzando il campo quantistico. Ora, se è così, l’ osservatore ( è quella parte di noi che si trova nel regno non - locale che ci lascia il nostro libero arbitrio, e che ci fa compagnia tutta la vita e oltre,.....Nota del traduttore, Gaetano Conforto) mi osserva per tutto il tempo in cui sto facendo questo, quindi c’è un aspetto spirituale di me stesso. Allora, ( gli dico ) mostrami un segno oggi, che tu possa avere attenzione a qualsiasi di queste cose che ho creato, e gestiscile in un modo che io non mi aspetterei “.
“ Così facendo mi sento tanto sorpreso quanto la mia capacità a fare esperienza di queste cose, e farle in modo tale che io non abbia dubbi che esse vengano da te ( dall' osservatore ) . In questo modo conduco la mia vita, in un senso, per tutto il giorno, pensando di essere un genio, o pensando di essere la gloria e il potere di Dio, o pensando di essere Amore Incondizionato.”

“ Mi abituerò a vivere, per esempio, come un genio. E nel fare ciò, farò pensieri molto sorprendenti che provocheranno brividi nel mio corpo fisico, che provengono dal nulla. Ma dopo ricordo che quel pensiero ha una energia a cui è associato, che ha prodotto un effetto sul mio corpo fisico”.

“ Ora questa è una esperienza soggettiva, ma la verità è che io non credo che un pensiero venga soltanto perché stavo creando la mia giornata per avere pensieri illimitati.”


Joe Dispenza




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Ogni pensiero vibra ...

Ogni pensiero vibra,
ogni vibrazione attrae a sé
una vibrazione corrispondente..
L'Universo non ti sta punendo, nè benedicendo.
L'Universo sta rispondendo all'atteggiamento vibrazionale
che stai proiettando.


Abraham Hicks

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venerdì 26 agosto 2016

“L’affermazione, unita alla rappresentazione,

“Cristo ha lasciato anche questo messaggio: «Chiedete e vi sarà dato». A mio parere sono parole davvero meravigliose, il cui significato è: nel momento della preghiera ciò che viene richiesto si realizza. L’oggetto delle nostre preghiere diventa realtà nell’istante stesso in cui lo chiediamo.

Queste preghiere e queste richieste non vengono esaudite per intervento divino, ma perché l’uomo ne invoca insistentemente la realizzazione.”

“Affinché questo avvenga è indispensabile immaginarsi la scena al passato, come se la cosa fosse già accaduta, constatando e confermando che il desiderio è già stato esaudito. Grazie a questa presa di coscienza si emana un forte impulso che consente la realizzazione della richiesta sul piano dei quark. Continuando a concentrarsi mentalmente sulla cosa desiderata è come se si convogliasse con una lente l’energia inesauribile dell’universo, in tal modo la realizzazione del desiderio si manifesta anche nel mondo materiale tridimensionale.

Per guarire da una malattia grave non bisogna chiedere: «Ti prego di farmi guarire» o «Possa guarire da questa malattia»; per avere successo non ha senso dire: «Che possa aver successo» o «Ti prego, fammi avere successo». La chiave consiste nel constatare: «Sono guarito» o «Ho successo». L’affermazione, unita alla rappresentazione, è molto più forte di una semplice richiesta o preghiera. Mediante questa combinazione la probabilità che le cose si realizzino aumenta sensibilmente.”




Passi di: Nobuo Shioya. “La fonte dell’eterna giovinezza”. iBooks.



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mercoledì 24 agosto 2016

POTENZIARE IL PROCESSO DI TRASFORMAZIONE

Come operare attivamente questa trasformazione? Una manovra molto efficace è quella di scrivere su un foglio il contenuto emozionale negativo (come viene proposto in appendice).
L’azione dello scrivere consente di eseguire un salto quantico nel processo di traformazione.
Scrivere permette di isolare e condensare in ambito extracorporeo (fuori da me) il magma informe e
doloroso delle memorie. Ora ho la possibilità di vedere le mie emozioni, posso acquisire una distanza visiva da questo contenuto disturbante; la manovra è completa solo se rispetta la sequenza di intenzione, azione e ripetizione. In altre parole il primo passaggio è quello di immaginare il contenuto di quanto scriverò sul foglio (intenzione). Il secondo passo è quello di scrivere sul foglio il contenuto emozionale disturbante, facendo attenzione nella chiarezza dei dettagli, come se dovessi spiegare a un estraneo il motivo del mio malessere (azione).
Per potenziare il processo di trasformazione, si disegna il simbolo della sinusoide sull’affermazione
negativa..


Il messaggio espresso sullo scritto deve essere il più chiaro possibile e non generico, come potrebbero
essere la frasi del tipo sono triste, sono preoccupata, sono angosciata. Debbo confrontarmi con il vero nodo del conflitto per lanciare un messaggio coerente:
sono triste, perché Mario mi ha lasciata senza preavviso per mettersi con Antonella.
Bisogna far precedere lo scritto con la data precisa in cui viene redatto (datazione del messaggio), in modo da localizzare nella dimensione del Tempo il contenuto emozionale disturbante.
Scrivere a mano evitando l’uso del computer, mette in luce non soltanto la nostra personalità, ma esibisce un’informazione vibrazionale unica, perché legata al contenuto dell’affermazione negativa. Inoltre il foglio sul quale scriviamo il messaggio, deve essere bianco e intonso (privo di intestazioni).
In ultimo, seguendo le indicazioni dello studioso Erich Koerbler, sigliamo l’affermazione con il segno
grafico della sinusoide, che accellera il processo di conversione del segnale (da negativo a positivo). 

















Il terzo e ultimo passaggio è quello relativo alla lettura quotidiana della frase fino al momento in cui si
diluisce ogni moto emozionale (ripetizione). La corretta esecuzione della magica sequenza (intenzione
> azione > ripetizione) può essere applicata non soltanto nel caso di affermazioni negative, ma anche quando si desideri realizzare un programma o un progetto che ci sta a cuore (applicando il segno Y).


Il segno Y viene utilizzato come segno di rinforzo positivo. In natura troviamo questa forma nella
struttura tridimensionale delle immunoglobuline, nella biforcazione degli alberi e dei corsi d’acqua,
nella ramificazione delle corna nei mammiferi.
questo segno viene disegnato direttamente sulla frase a carattere positivo per rinforzane la potenza del messaggio (segno di rinforzo delle affermazioni positive).







Nonostante le continue aggressioni del mio ex, ne uscirò vincente e mi guadagnerò la serenità.

Un dettaglio importante nella corretta esecuzione di questa manovra è l’utilizzo di carta bianca intonsa, cioè libera da altre scritte o segni. Come mostra l’esempio sopra riportato l’affermazione deve essere scritta a mano e non con l’ausilio del computer.



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lunedì 22 agosto 2016

QUESTIONE DI PENDOLI



La realtà manifesta se stessa in una grande varietà, proprio perché il numero delle varianti è infinito. I pensieri oltre ad essere motivo delle azioni dell’uomo influiscono anche direttamente sulla realtà che lo circonda: l’emissione di energia mentale materializza una variante potenziale. La realtà è uguale per tutti, ma in essa ognuno percorre la sua linea di vita e legge gli eventi che gli accadono con la sua visione e con i suoi sistemi di credenza.
Quando si pensa a qualcosa, la frequenza dell’energia dei nostri pensieri è sintonizzata su una determinata zona nel settore delle varianti. Quando l’energia finisce in un settore delle spazio delle varianti, prende origine la realizzazione materiale della data variante. Le circostanze della vita si formano non solo in seguito ad azioni concrete, ma anche per effetto del carattere dei pensieri di una persona. Da tutto questo si deduce che un atteggiamento positivo cambierà in meglio le nostre vite, in modo semplice e naturale. L’uomo ottiene sempre quello che sceglie.
Su una determinata linea di vita non si può cambiare niente, quindi l’unica soluzione è cambiare linea di vita, scegliere un’altra variante; l’uomo può scegliere la propria fortuna, senza bisogno di lottare per ottenerla.
L’energia del pensiero dei singoli individui si fonde in un unico flusso che viene definito pendolo energetico. Generalmente ogni pendolo è distruttivo perché sottrae energia ai suoi membri, se l’individuo fornisce energia al pendolo quest’ultimo lo ricambia, garantendogli un ambiente di sopravvivenza. I pendoli non si preoccupano del benessere del singolo, perché la cosa più importante è la salvaguardia del sistema. L’importante è riconoscere il pendolo e non stare al suo gioco.

Aloha. Tutto dipende da te

“Abbiamo subito individuato due aspetti dirompenti e rivoluzionari che introduce la tecnologia hawaiana: il primo è il funzionamento della mente, il secondo il funzionamento della realtà.
Per una cultura razionale come la nostra il primo aspetto è più comprensibile del secondo. Nel prossimo capitolo cercherò di illustrarlo in modo razionale e vedrai che, accettate le premesse, sarà molto semplice da comprendere, far proprio e rendere operativo.
Il secondo aspetto è lo spirito di Aloha.
Letteralmente Aloha significa “stare alla presenza” (Alo) del “respiro divino” (Ha, lo stesso Ha di Ha-Wai-i).
Quando diciamo “Aloha” a qualcuno non lo stiamo semplicemente salutando, quando diciamo “Aloha” a qualcuno stiamo riconoscendo la sua essenza divina e la nostra com-presenza nel respiro divino.
Quando diciamo “Aloha” stiamo dicendo all’altro: “Ti benedico e ti ringrazio perché se tu sei qui è perché Dio ti ha inviato.”
La benedizione di Aloha implica la mia presa di coscienza, la mia presa di responsabilità, che tu sei qui per me.
Questo anche quando accade qualcosa di spiacevole, o che giudichiamo tale.
“Aloha”: ti benedico e ti ringrazio, tu che mi hai portato apparentemente “male”, per avermi dato la possibilità di cambiare. Se tu sei qui[…]”
“essenza divina e la nostra com-presenza nel respiro divino.
Quando diciamo “Aloha” stiamo dicendo all’altro: “Ti benedico e ti ringrazio perché se tu sei qui è perché Dio ti ha inviato.”
La benedizione di Aloha implica la mia presa di coscienza, la mia presa di responsabilità, che tu sei qui per me.
Questo anche quando accade qualcosa di spiacevole, o che giudichiamo tale.
“Aloha”: ti benedico e ti ringrazio, tu che mi hai portato apparentemente “male”, per avermi dato la possibilità di cambiare. Se tu sei qui, nel bene e nel male, è perché mi porti un messaggio, se questa cosa accade accade perché io sto co-creando questa realtà.
Io sto sempre co-creando la realtà, sia essa una realtà di amore, ricchezza, abbondanza o che una realtà di tristezza, odio e povertà. Io sto sempre co-creando la realtà in ogni momento, e ogni cosa che accade, nel mondo, in ogni momento – un evento di cronaca, la firma di un trattato di pace o un tornado in Oklahoma – riguarda sempre me.
Sì, anche un evento con il quale io non posso credere, oggettivamente, di aver nulla a che fare. Il quale, oggettivamente, mi fa dire: “È[…]”

Passi di: Steven Bailey. “Aloha. Tutto dipende da te!”. iBooks.



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Estratto da "Chiedi e ti sarà dato"


"Quando vi caricate sulle spalle i problemi del mondo, il vostro corpo non sta bene. E' davvero così semplice! Lasciate i problemi del mondo ai singoli creatori di problemi del mondo, e siate i cercatori di gioia che siete."


"Quello che penso e provo e quello che ricevo sono sempre in armonia, Quindi se voglio qualcosa di diverso da ciò che sto ricevendo, devo in qualche modo generare sentimenti diversi.

"Siete i creatori della vostra esperienza e come creatori della vostra esperienza, è importante che voi capiate che non create in virtù delle vostre azioni, né in virtù di ciò che fate, e neppure in virtù di ciò che dite. Create in virtù dei pensieri che offrite. 

Non potete parlare o fare senza che una vibrazione di pensiero avvenga allo stesso tempo; tuttavia spesso offrite una vibrazione di pesiero senza fare o senza dire nulla. I bambini imparano a mimare le vibrazioni degli adulti che li circondano molto prima di imparare a mimare le loro parole."

"La domanda che sentiamo più spesso ripetere dai nostri amici fisici è: perché ci metto così tanto a ottenere ciò che voglio?
- non perché non lo volete abbastanza;
- non perché non siate sufficientemente intelligneti;
- non perché non ne siate degni;
- non perché il destino si accanisaca contro di voi;
- non perché qualcun altro vi abbia portato via ciò che volevate.

La ragione per cui non avete ancora ottenuto ciò che volete è che siete bloccati in uno schema vibrazionale che non corrisponde alla vibrazione del vostro desiderio. E' l'unica ragione!

E' importante capire che, se vi fermate a riflettere o, meglio, a sentire le vostre emozioni al riguardo, potete avvertire tale dissonanza."


Estratto da "Chiedi e ti sarà dato"


Abraham Hicks

http://divinetools-raja.blogspot.it/
La Via del Ritorno... a Casa



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domenica 21 agosto 2016

RICEVIAMO QUELLO CHE ESPRIMIAMO



Ecco come questa combinazione di eventi agisce nella nostra
“vita. Se abbiamo sofferto, e sia nella mente che nel corpo vi è traccia di questa sofferenza che si manifesta attraverso i pensieri e le emozioni, trasmetteremo al campo quel segnale energetico. L’intelligenza universale risponde inviando nella nostra vita un altro evento che riprodurrà la stessa risposta intellettuale ed emotiva..
I nostri pensieri inviano quel segnale (sto soffrendo), e le nostre emozioni (sto soffrendo) attraggono un evento che corrisponde a quella frequenza emotiva, fornendoci, in questo caso, un buon motivo per soffrire. In realtà, ciò che chiediamo in ogni momento è una prova dell’esistenza di questa intelligenza universale, che a sua volta risponde sempre, agendo in base alle circostanze esterne. Ecco dimostrato quanto siamo potenti.
La vera domanda che ci poniamo in questo libro è: Perché non inviamo un segnale che ci faccia ottenere un risultato positivo? Come possiamo cambiare in modo da trasmettere un segnale in armonia con il tipo di vita che vorremmo? Cambieremo quando crederemo fermamente che, attraverso il pensiero/segnale inviato, produrremo un effetto osservabile e inaspettato.
Questa intelligenza oggettiva non ci punisce per i nostri peccati (pensieri, sentimenti e azioni), ma attraverso di essi. Quando proiettiamo nel campo un segnale basato sui nostri pensieri[…]”

Passi di: Joe Dispenza. “Cambia l'abitudine di essere se stessi”. iBooks.


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sabato 20 agosto 2016

La regola delle 3C.



L'Universo, cioè, procede attraverso la regola delle 3C: CHIAMATA, COERENZA, COMPENSAZIONE. Una volta che avrai capito la sequenza delle 3 C, saprai finalmente come rendere l'Universo il tuo più potente alleato!

La CHIAMATA è l'inizio di tutto: è la richiesta che fai all'Universo. Ma, visto che è così importante, prima ti spiego le altre due C, così che poi potrai fare la Chiamata come si deve.

La COERENZA è facile, è quel che vuole l'Universo. Lui vuole solo coerenza, vuole solo che tutto sia in ordine. L'Universo è ordinato e armonico. Vale a dire: se tu dici "sono ricco" e non lo sei, l'Universo va in tilt, perché non tollera che tu affermi qualcosa e che non ci sia una corrispondenza nella realtà. Il che, in questo caso, è una cosa buona. Meno buona, invece, se affermi "voglio diventare ricco": l'Universo, che ama la coerenza, continuerà a fornirti quel che cerchi, ovvero la condizione del "voler essere ricco". Tipica del povero. Ops. Forse non è così che te l'avevano spiegata?

La COMPENSAZIONE, infine. La cosa più bella dell'Universo è che tende a riempire i vuoti. Lo fa da sempre: siamo qui, a quanto pare, dopo che il vuoto più vuoto che puoi immaginare è stato riempito dal Big Bang. La natura è così: il vento altro non è se non aria che si muove per riempire vuoti. E ti basta scavare una buca in spiaggia in riva al mare per capire che ovunque c'è un vuoto, l'Universo riempie.

Grazie a questi tre principi, puoi finalmente capire come funziona la storia dell'Attrazione.

Se tu dici "voglio essere felice", l'Universo ti darà esattamente quel che chiedi, ovvero la condizione del voler essere felice (tipica di chi è triste).

Se invece dici "sono felice!" (anche se non lo sei), mandi in tilt l'Universo che, ascoltando questa tua chiamata, si rende conto che la situazione che tu declami è incoerente e noterà che hai un vuoto (di felicità, appunto): non sopportando vuoti e incoerenza, farà di tutto per sistemare la faccenda. Come? Rendendoti felice. Facile.

La mia amica e collega Luciana Landolfi, ideatrice del metodo Alf ®, ha sviluppato e ampliato questo principio aggiungendo un paio di corollari spettacolari.

In particolare, lei dice: "lamentati per quel che non hai" e "ringrazia per quel che desideri".

Immaginiamo che tu voglia ricchezza..

Potresti lamentarti per quel che non hai ("Uffa, basta tutta questa ricchezza! Basta ricchezza!") oppure potresti ringraziare per quel che desideri ("Grazie Universo per tutta questa ricchezza!"). Ricorda, importante!, che l'Universo è letterale: quindi, se ti senti strano a dire queste cose, usa l'ironia: è lo stesso. Insomma: ti capita la giornata storta? "Basta buone notizie! Tutte le cose belle capitano a me! E basta con tutta questa gioia!!!"

Queste chiamate generano incoerenza fra quel che dichiari e quel che quel che realmente c'è. E, soprattutto, manifestano un vuoto (dici grazie per la ricchezza e invece non ce l'hai ancora): indovina un po' che cosa farà l'Universo: ti darà esattamente quel che chiedi, quel di cui ti lamenti, quello per cui ringrazi.

Ecco, funziona così: si attrae per incongruenza, giocando a dadi con l'Universo, creando vuoti che Lui riempirà.

venerdì 19 agosto 2016

Il Proiettore.

Nella vostra realtà avete il film che vi state proiettando in testa , nel vostro "proiettore cinematografico" personale.
Infatti, quello che vi disegnate nei vostri pensieri e' esattamente quello che poi vedrete nella vostra realtà.
Il problema purtroppo sta solo nel fatto che la gente di solito fa al contrario: quello che vede, disegna. Capite la differenza?

VZ Il Proiettore.
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mercoledì 17 agosto 2016

Cosa è che determina la materializzazione?



Secondo Vadim Zeland, l'autore della saga Transurfing ed esperto di fisica quantistica, la realtà manifesta sé stessa in una grande varietà (una infinita ed illimitata serie di versioni). Ogni evento parte da un punto di partenza che sfocia in una catena di ipotesi legate da causa ed effetto.
Lo spazio della varianti, come lo chiama l'autore russo, è un enorme contenitore di variabili di eventi non ancora materializzati. Questi eventi esistono tutti simultaneamente, al di fuori di una collocazione spazio temporale e sono fissi (esistono eternamente). E' come una enorme onda marina che fino a quando non si frange sulla battigia è soltanto un potenziale energetico. La materializzazione a differenza dello spazio delle varianti è situabile in uno spazio tempo determinato.

Cosa è che determina la materializzazione?

L'emissione di energia mentale ed emozionale determinerà la materializzazione di una specifica variante. I pensieri e le emissioni energetiche dell'essere umano si propagano nell'etere e determinano un indirizzo di una variante.
Noi siamo instradati lungo una linea della vita che si confà alle nostre emissioni energetiche e possiamo vedere solo la realtà risonante con essa.
Pensate alla differenza abissale tra ciò che vede quotidianamente un barbone ed un mega ricco. Dove sarà concentrata l'attenzione del barbone? Sicuramente sulla sopravvivenza, sul procacciarsi un modo di mangiare e dormire..E il ricco? Come gestire i suoi beni, come amministrare le sue aziende etc. Il mondo sembra quindi plasmarsi rispetto a questa energia mentale che ci collocherà su una specifica linea della vita, da cui non ci discosteremo sino a quando non cambieremo qualità energetica delle nostre emissioni.

E' evidente che se saremo soltanto dei replicanti della realtà esterna rispondendovi come ripetitori sarà molto difficile cambiare linea della vita. Siamo noi e soltanto noi a poter scegliere una sceneggiatura diversa nell'ambito dello spazio delle varianti (o chiamiamolo anche campo di informazioni). Ricordiamoci che noi possiamo scegliere (non è semplicissimo) ma non possiamo lamentarci di essere vittime del destino. Noi abbiamo a disposizione un infinità di destini ed abbia il diritto di scelta.

Luigi Miano
(Lumi)

Associazione Un Nuovo Mondo

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lunedì 15 agosto 2016

COME NON SOFFRIRE A CAUSA DEI SOLDI...

"L'unico modo per smettere di soffrire per soldi è quello di accettare l'idea che i soldi sono un'ENERGIA, non una proprietà.
E sarebbe giusto aumentare non la quantità di soldi che si hanno, ma la larghezza dei canali dove passano. Bisogna anche avere chiaro una cosa: consumiamo l'energia non per consumarla e basta, ma per compiere delle azioni. L'energia non può appartenere a nessuno: un uomo può essere un suo conduttore, non il suo proprietario.
Ecco un esempio eloquente che ha a che fare con il nostro corpo. Possiamo consumare più energia possibile sotto forma di cibo, accumularla, trattenerla nelle cellule del corpo (cellule del grasso) ed essere pigri, flaccidi, pesanti.
Oppure possiamo creare delle condizioni quando un po' di cibo di qualità ci permette di essere tonici, svegli, energici, per raggiungere i nostri obiettivi.
All'interno di ogni sistema esiste un parametro quando questa sistema funziona con la massima efficacia: per far bollire l'acqua non dobbiamo raggiungere 5000 gradi, a noi basteranno 100° C.
E' un'idea sbagliata della mentalità odierna: "più ne hai e meglio è".


Spostate la vostra attenzione dagli attributi e dai mezzi che vi portano alla meta, alla meta stessa. L'uomo va laddove è diretto il suo sguardo.
Vi importa la bellezza della carrozzeria o vi importa arrivare dove volete andare?"

(Arsen Markaryan)

Advanced Mind Institute Italia



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Tu puoi avere più ragione dei tuoi pensieri.




Spesso, provocatoriamente dico: che i miei pensieri facciano quel vogliono, io faccio altro!

Non ho alcuna intenzione di cambiare i miei pensieri, che arrivino pure nel flusso incessante che li caratterizza.
Sbalzi ormonali, la dieta, un contrattempo nel traffico, il gesto scortese di uno sconosciuto: i pensieri mutano velo- cemente secondo gli eventi interni ed esterni al mio corpo. Non ho alcuna intenzione di controllarli! Sai che fatica sa- rebbe? E sarebbe inutile, perché viviamo in un mondo così ricco di stimoli esterni che è davvero impossibile controllarli tutti. Ci sarà sempre qualcuno che ti pesta i piedi, in metro- politana, o che parcheggia davanti al tuo cancello. Ecco, io lascio che i pensieri fluiscano, perché conosco i bisogni della mia mente e so che il bisogno primario è proprio produrre incessantemente pensieri. Alcuni sono abbinati a sensazioni positive, altri no.

Io intervengo sulle sensazioni, non sui pensieri.
I pensieri cambiano: mantieni la respirazione cosciente.
I pensieri tolgono il sorriso: sorridi.
I pensieri ti abbattono: alzati.
I pensieri ti tolgono la pace: offri la gioia della tua pace nel cuore.

I pensieri ti dicono lamentati: taci
I pensieri ti dicono sei povero: ringrazia per l’abbondanza.
I pensieri ti dicono non guarirai mai: recita cento-volte-cento il mantra “Offro la Gioia del mio corpo in salute”.
I pensieri ti dicono: nessuno ti ama. Allarga le braccia più che puoi e cento-volte-cento ripeti: io amo il mondo e il mondo ama me.
I pensieri hanno sempre ragione. Tu puoi avere più ragione dei tuoi pensieri.



Respira Come se Fossi Felice: la Via dell'Alf

Respira Come se Fossi Felice: la Via dell'Alf

Luciana Landolfi, Paolo Borzacchiello

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Respira Come se Fossi Felice: la Via dell'Alf



Dire che questo ufficio è in disordine e lamentarsi perché nessuno se ne occupa è un’a- zione giudicante. Innesca polemica e non risolve la questione. Sono le lamentele che ascolti tutti i giorni, da Facebook al telegiornale. Dire, invece: «Credo che questo ufficio abbia bi- sogno di una sistemata, ho chiamato il pittore e mi ha detto che ci potrebbero volere tre giorni, e possiamo farlo se voi mi date una mano in questa cosa», ha un significato diverso. Devi offrire la tua soluzione personale, il tuo impegno e il tuo coinvolgimento in compiti precisi di altri. In estrema sintesi:

Lamento + inazione = malattia.
Lamento + azione = rivoluzione!

Hai presente tutti i vari “Je suis Charlie” e le bandiere tricolori che hanno riempito le bacheche del mondo? Dove sono, adesso?
La frase «ama e fa ciò che vuoi» di Agostino di Ippona è la summa di questo approccio: deciso il tuo intento, agisci di conseguenza, nei modi che credi: non è “ama e sii gentile”, ma ama e decidi i mezzi più opportuni di difendere il tuo Amore. Ma, soprattutto: fa’!

C’è chi sugli spalti dello stadio inveisce contro l’arbitro con gli epiteti che conosciamo, chi invece tace: ma chi sta giocando la partita?
Possiamo essere spettatori urlanti o spettatori silenti: ma que- sto non cambia la nostra natura di spettatori, fino a quando non decidiamo che quella partita la vogliamo giocare in prima persona.

Faccio un altro esempio molto pragmatico: in ufficio c’è una macchia sul muro.

Luigi: vede la macchia e tace.
Giorgio passa e dice: «Ma guarda qua! Come si può?». E se ne va.
Luca dice: «Ah! Una macchia sul muro! Qualcuno dovrebbe assolutamente intervenire!».
Filippo: «Guarda la macchia, prende uno straccio e la pulisce». Alessandro: Guarda la macchia, prende uno straccio, la puli- sce, torna alla sua postazione e propone un protocollo per la verifica della pulizia dell’ufficio.
Se non posso o non voglio fare nulla per la macchia, devo tacere.
Chi giudica non è sostanzialmente diverso da chi tace, ma chi giudica offre frustrazione senza soluzione, soprattutto senza indicare quale sia e sarà il suo preciso impegno per risolvere la situazione di cui si lamenta. Appare socialmente più “coin- volto e attivo” ma ciò che di fatto avviene è un risucchio ener- getico.
Se qualcuno ha già raccontato tre volte, dico solo tre volte, un suo disagio personale, relazionale, o professionale, senza aver compiuto alcun gesto concreto per modificare la situazione di cui si lamenta, matura una convinzione razionale che il suo problema non abbia di fatto soluzione.

Luciana Landolfi, Paolo Borzacchiello

Respira Come se Fossi Felice: la Via dell'Alf

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Luciana Landolfi, Paolo Borzacchiello

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i tre atteggiamenti

A questo punto desidero illustrare pi`u dettagliatamente i tre atteggiamenti a cui ho accennato
nel primo capitolo e che svolgono una funzione di sostegno al metodo della forza
creatrice dei pensieri e della corretta respirazione.

1. Considerare positivamente tutte le cose.
2. Non dimenticarsi di ringraziare.
3. Non brontolare.

Con l’aiuto di queste tre attitudini mentali possiamo esprimere adeguatamente la nostra
natura positiva e la nostra essenza caratterizzata dalla volont`a di crescere. Naturalmente
il giusto uso della mente non si limita a questi tre punti: ce ne sono molti altri, ma
sottolineo in particolare questi tre perch´e sono fondamentali e di facile applicazione nella
vita quotidiana.

1. Considerare positivamente tutte le cose: dato che negli ultimi tempi si `e parlato
molto dell’importanza del pensiero positivo, non occorre aggiungere altro. `E dimostrato
che i pensieri positivi si ripercuotono anche sulla salute fisica, per esempio
rafforzando il sistema immunitario. Questa attitudine mentale non `e quindi una regola
per condurre una vita migliore (in senso morale o religioso), bens`ı un elemento
valido e importante per mantenere la salute psicofisica.
Abbiamo quindi un atteggiamento positivo di fondo e siamo disposti a vedere e cogliere
l’occasione in tutte le situazioni e le circostanze che si verificano. Questo non
significa affatto non avere nessun senso della realt`a o vedere tutto rosa. Al contrario,
invece di focalizzarci sul negativo e sulle difficolt`a, prendiamo in considerazione
entrambi gli aspetti, riuscendo cos`ı a riconoscere le nostre potenzialit`a.
Per esempio, se siamo malati, si manifestano dei fenomeni collaterali negativi, non
siamo pi`u in grado di lavorare e la situazione finanziaria diventa pesante. Ma ogni
medaglia ha due facce e in occasione di una malattia ci si pu`o accorgere della
gentilezza degli altri, accettarne l’aiuto e imparare ad apprezzarlo.
E invece di cadere nello schema di pensiero negativo che ci fa dire Sto cos`ı male,
tendiamo a pensare positivamente: Ce la far`o, o meglio ancora: Il problema `e
gi`a risolto, creando cos`ı la base per un superamento attivo del problema.

2. Non dimenticarsi di ringraziare: la gratitudine pu`o essere un sentimento basilare
ed `e quindi importante non dimenticarsene. L’energia segue l’attenzione: quando
siamo coscienti della gratitudine, emaniamo delle vibrazioni corrispondenti e ne attraiamo
di analoghe. Ci`o significa che tenderanno a verificarsi sempre pi`u situazioni per le quali essere grati.
A certe persone manca un atteggiamento di fondo positivo e devono dirigere la loro
attenzione sulle cose per cui possono provare gratitudine, per quanto piccole esse
siano. Pu`o anche esserci chi sostiene che nella sua vita non ci sia proprio niente per
cui essere grato, ma in realt`a lo si pu`o gi`a essere per il solo fatto di vivere.
Non `e solo in virt`u delle nostre forze che siamo vivi: siamo mantenuti in vita grazie
all’aiuto e alla benevolenza della nostra famiglia e delle altre persone che fanno
parte del nostro ambiente, grazie alla generosit`a della natura e alla saggezza dell’energia
inesauribile e invisibile dell’universo. Per questo, anche se non ci fosse
davvero nient’altro, dobbiamo mostrarci riconoscenti verso questi esseri che ci aiutano
a restare in vita. Manifestiamo dunque la nostra riconoscenza a tutto ci`o che ci
accade, a partire dal miracolo della nostra vita. O riteniamo forse che si tratti di un
caso non degno di gratitudine? Gi`a adottando questo nuovo atteggiamento la nostra
disposizione di spirito cambia completamente.

3. Non brontolare: se invece di essere grati troviamo sempre da ridire su tutto, finiamo
per emanare questi pensieri e sensazioni negativi sotto forma di vibrazioni
che attirano solo avvenimenti di cui lamentarci. Pensieri del tipo: Mi trovo
in difficolt`a, Questo per`o non mi piace, Non ce la faccio, `E fatica sprecata,
`E pesanteo `E faticosoe via dicendo, attirano situazioni difficili,
sgradevoli, pesanti e faticose.
Piangiamo perch´e siamo tristi, perlomeno cos`ı crediamo. Ma in realt`a `e vero il
contrario: diventiamo tristi perch´e piangiamo. Quando qualcuno ci provoca verbalmente,
rispondiamo con un insulto, anche se non sarebbe difficile tacere e lasciarsi
scivolare addosso quelle parole. Reagendo, invece, fomentiamo il fuoco
della collera.
Da un lato `e importante evitare di brontolare e cercare di tenere sotto controllo l’impulso
a farlo nella vita di ogni giorno; dall’altro `e meglio esprimere il disappunto e
sentirsi poi sollevati, piuttosto che ingoiare la rabbia.
Quando si ha qualcosa di cui lamentarsi, non si dovrebbe tenerselo dentro e brontolare
fra s´e e s´e, ma dar voce al proprio disagio. Non appena abbiamo espresso la
nostra rabbia dovremmo dimenticarla. Una buona cosa `e saper ridere delle proprie
preoccupazioni.




La Fonte dell'Eterna Giovinezza

La Fonte dell'Eterna Giovinezza
Come vivere in perfetta salute e libertà grazie alla corretta respirazione e alla forza creatrice dei pensieri

Nobuo Shioya

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domenica 14 agosto 2016

Sette esercizi quotidiani che ti manterranno in uno stato di vibrazione positiva.



1. Inizia ogni giornata dedicando almeno 5 minuti alla concentrazione della mente su desideri, obiettivi e intenzioni. Mettiti comodo, chiudi gli occhi e visualizza
tutti gli obiettivi e i desideri come se fossero già realtà. Senti davvero dentro di te le emozioni di quella realtà. Visualizza la giornata nel modo esatto in cui vorresti andasse.

2. Utilizza i tuoi strumenti ogni giorno. Libri che elevano l’animo, ascolto di musica che ti connette con il tuo Sè, diario della gratitudine, e affermazioni positive ti forniranno tutti un’ispirazione esteriore tangibile e sposteranno in maniera positiva il tuo campo energetico. Impegnati a utilizzare davvero questi strumenti quotidianamente, e applicali nella tua vita.

3. Inizia a prestare attenzione a quanto spesso durante la giornata hai delle risposte emotive che non sono allineate con il tuo scopo o con la creazione della vita che desideri. Ogni volta che ti accorgi di ciò, agisci. Cambia pensieri e sensazioni, rivolgendoti a quelli che costituiscono una controparte vibrazionale adatta a ciò che vuoi attrarre. Rimani concentrato sulle cose che ti arrecano gioia, e mantieni positive le tue aspettative.

4. Ricorda l’importanza della gratitudine e della riconoscenza in tutte le aree della vita. Prenditi del tempo, ogni giorno, per collegarti a Dio e a te stesso.

5. Intraprendi ogni giorno delle azioni che siano allineate con il tuo scopo, gli obiettivi e i desideri. Sii consapevole e attento. Agisci a seconda delle idee inspirate. Fidati delle tue emozioni e delle tue intuizioni. Presta attenzione e rispondi ai feedback che esse ti inviano. Fai ogni giorno dei passi avanti verso i tuoi sogni.

6. Riconosci che la Legge d’Attrazione opera nella tua vita. Riconosci le prove del suo effetto e ringrazia. Più lo farai, più essa funzionerà, semplicemente.

7. Rimani saldo rispetto al tuo scopo e alla visione che hai creato per il futuro, e aggrappati a essi con tutto te stesso. Mantieni ogni tua azione in allineamento con tuo scopo ultimo, e mantieni pure le tue intenzioni. Attrarrai cose incredibili e belle. Dunque, non temere, divertiti e sii disposto ad assumerti alcuni rischi. Punta in alto, e sappi che l’Universo ti sostiene in ogni modo.

(Jack Canfield - La Chiave della Legge di Attrazione)
http://divinetools-raja.blogspot.it/ La Via del Ritorno... a Casa






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RICOMINCIARE

Nulla di particolare, ma significativo... su di noi.

“Mia sorella si è licenziata e lascia un posto dove lavorò per otto anni, ora ricomincia ... da un foglio bianco. Non sono preoccupata per lei, ho una fiducia in lei come in nessun altro della famiglia... Ammiro persone capaci di ricominciare daccapo, malgrado l’età. Per un adulto è difficile lasciare una zona comoda per le acque dell’oceano.
Mia madre aveva dedicato la vita a noi,e dopo 20 anni è tornata alla musica. E quant’è bello, devo dire, osservarla, seguire le sue lezioni, i suoi allievi si trasformano in musicisti così velocemente!


Mio nonno a 65 anni è diventato un “parrucchiere” per cani, ve lo immaginate? Aveva imparato a tosare e a pettinature i cani.
L’importante è non chiudersi, non fissarsi su ciò che sai fare, dobbiamo continuare a cercare il NOSTRO LAVORO.
Per favore, sostenete voi stessi, sostenete i vostri cari in questa ricerca.
Basta cominciare. Dopo di che, la strada stessa, come un autista esperto, vi guiderà.
Io stessa ho messo la mia laurea in psicologia in una scatola, su in alto, in soffitta, e ho preso un’altra strada. E se servirà, lo rifarei. Nella scatola il posto c’è.
Il vero lavoro deve essere così: vi svegliate di notte e cominciate a lavorare, contenti dell’insonnia. Non ho dormito stanotte. E sono molto contenta di questo”.

Advanced Mind Institute Italia

(Tasha)La via del Transurfer - https://faregruppo.blogspot.it

... una nuova festa oggi come ieri.




(A. Pagliuca - A. Tagliapietra)



Una luce chiara si affaccia lentamente
offre la visione di grandi bolle bianche
la gente che le abita vive un nuovo giorno
una nuova festa oggi come ieri.
Non ci son segreti nelle sfere trasparenti
si specchiano nell'aria si contagiano la gioia
limpidi e sereni volano i pensieri
le donne e le cicale discorrono d'amore.
Le case di cristallo si muovono col vento
scorrono le valli, rimbalzano sul mare
ruotano leggere nel sorvolare i monti
lasciano una scia come una cometa.
Quando cala il sole il vento si riposa
si fermano le sfere e formano un villaggio
la gente si ritrova e si corre incontro
per un'altra festa mentre muore il giorno.




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SII AUDACE SII FIERO

Le persone credono che sia più semplice guadagnare centomila euro piuttosto che un milione di euro, oppure che sia più facile divenire presidente di un’azienda piuttosto che presidente di una nazione. Si sbagliano. Sono ancora inginocchiati sulla polverose panche di legno della Chiesa del Mondo Esterno. Ruota di 360 gradi la tua prospettiva. Ciò che è più facile dipende dalla VISIONE che è scolpita nella tua anima, non da circostanze esterne. Se in fondo al tuo essere è incisa la Presidenza di una nazione, quell’impresa risulterà per te più semplice che aprire un’edicola nel tuo quartiere. Per quante difficoltà incontrerai, il senso della predestinazione ti trascinerà con sé.

Più la tua VISIONE diverrà elevata, maggiore sarà la resistenza che incontrerai. Se agirai con determinazione e maestria dovrai affrontare le schiere di coloro che si sentiranno disturbati dalla tua audacia. La tua eccellenza renderà visibile la loro mediocrità... e ciò non potranno sopportarlo. Le tue scelte coraggiose ti creeranno dei nemici. La tua stessa vita diverrà un dito puntato verso la loro mancanza di coraggio.
Siine sempre fiero.

Victoria Ignis in Draco Daatson di S. Brizzi

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venerdì 12 agosto 2016

UN GIOCO DI SPECCHI



LA VITA?
"SOLTANTO" UN GIOCO DI SPECCHI.

Ho sentito raccontare che un re si era fatto costruire un palazzo, internamente tutto ricoperto da specchi. Fece posare su tutte le pareti uno specchio accanto all'altro, tanto da farlo sembrare un palazzo di vetro riflettente. Una sera, per errore, il cane del re fu rinchiuso nel palazzo. Potete comprendere in che condizioni era quel povero cane: le stesse in cui si trova l'essere umano! Il cane si guardava intorno e non vedeva altro che cani, in ogni specchio c'era un cane: diede in escandescenze!
Quando un uomo ha paura, tende a terrorizzare chiunque gli stia intorno; forse pensa che la sua paura possa diminuire, se anche gli altri sono spaventati.
Il cane abbaiava e, naturalmente, anche tutti i cani negli specchi abbaiavano in risposta: il suono che tornava all'orecchio del cane era l'eco del suo abbaiare. Per tutta la notte abbaiò e aggredì i cani riflessi negli specchi e, alla fine, si ritrovò ferito e sanguinante:non c'era nessuno all'infuori di lui, era solo; ma al mattino lo trovarono morto, steso in un lago di sangue. La sua storia é la storia dell'uomo.


Sii felice adesso

Osho

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La teoria della contentezza che guarisce

I pensieri negativi e le emozioni sono scatenati dalle nostre pretese e dal rifiuto della realtà
Senza reti neurali non si va da nessuna parte


Fino a quando consideriamo i ricordi in maniera negativa, fino a che continuiamo ad avere paura che ci succeda qualcosa di brutto, finché non siamo grati di ciò che ci è capitato, insomma fino a quando un ricordo o un pensiero qualunque non viene reinterpretato in chiave positiva, noi non guariamo dai brutti ricordi e dai pensieri negativi (1).

Soltanto quando consideriamo positivi e utili per la nostra crescita anche gli eventi traumatici e i ricordi brutti di ogni genere, si chiudono le ferite emotive ancora aperte nella nostra mente e ci liberiamo degli stati d’animo dolorosi e dei cosiddetti automatismi inconsci autodistruttivi e auto-sabotanti. Ogni ferita ha il suo dono prezioso: alla fine del tunnel c’è una luce sfolgorante!

Le emozioni negative sono scatenate dai nostri pensieri.

Se pensi sempre alla stessa cosa dolorosa che ti è capitata tanto tempo fa, non fai altro che rivoltare ogni volta il coltello nella ferita che si riapre proprio a causa dei tuoi pensieri di oggi!

Per facilitare la rivalutazione in chiave positiva dei ricordi e/o dei pensieri negativi (2) bisogna per prima cosa accettare la realtà e anche se stessi. Accettare la realtà (3) non significa subirla supinamente, ma esattamente il contrario.

L’accettazione di un brutto evento ci consente di recuperare la lucidità mentale perduta a causa delle forti emozioni alle quali siamo stati esposti, emozioni che anestetizzano letteralmente l’emisfero sinistro del cervello, quello razionale, e così riacquistiamo la ragione e il senso di responsabilità e siamo in grado di scuoterci e di rimboccarci le maniche e trovare la soluzione ai nostri problemi. Bisogna accettare la realtà, il presente, per andare oltre la realtà, oltre il presente.
Ricordi e pensieri negativi: ecco come spazzarli via


La nostra mente ritorna spesso e si sofferma autonomamente sulle cose spiacevoli, mentre i bei ricordi e i pensieri positivi li dobbiamo attivare noi con uno sforzo di volontà.

Come a dire che il cervello toglie di mezzo i ricordi belli perché non sono un problema da risolvere, ma mantiene vivi i brutti ricordi fino a quando non vengono rielaborati e risolti.

Un brutto ricordo o un pensiero ossessivo si dissolve soltanto quando lo analizziamo e reinterpretiamo in chiave favorevoleaccettandolo con comprensione e amore (4).

Come fa il cervello ad accorgersi se i ricordi sono spiacevoli? E’ semplice: perché in tal caso noi continuiamo a lagnarci e a sentirli in maniera negativa! Continuiamo a pensare in maniera triste e pssimistica. Si ritiene che i neuroni specchio riconoscano i nostri stati emotivi e reagiscano di conseguenza (5).


In sostanza, le emozioni negative (come del resto quelle positive) hanno origine nel cosiddetto sistema limbico o cervello emotivo (6) che si attiva rispetto agli eventi esterni, rilasciando determinate molecole, ben prima della corteccia cerebrale; non solo, le stesse molecole “emotive” si riattivano autonomamente ogni volta che ricordiamo, ossia pensiamo…, provocando le medesime sensazioni dolorose e mantenendo fresca la ferita. Si dice infatti che il cervello non distingue tra realtà e immaginazione.

Se allora smettiamo di lamentarci e/o di essere afflitti e scontenti a causa dei nostri brutti ricordi, ma è più esatto dire dei brutti pensieri presenti legati ai ricordi; se riusciamo a rivalutare gli eventi, sia vecchi che nuovi, in chiave positiva, trattandosi pur sempre di un’esperienza utile alla nostra crescita, i neuroni specchio non li considereranno più brutti e non ci torneranno più sopra.

“I mali non vengono mai per nuocerci, ma per farci crescere” (P.F.)

E come facciamo a far capire ai nostri neuroni specchio che da questo momento in poi consideriamo in chiave positiva anche i brutti ricordi? È semplice: manifestando gratitudine, accettando, apprezzando e amando quei ricordi (7), mostrandoci contenti anziché scontenti, e detto diversamente, smettendo di lamentarci ossessivamente e di essere arrabbiati e astiosi contro se stessi e il mondo intero!
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mercoledì 10 agosto 2016

Zero Limits, Joe Vitale e il subconscio



I due libri che consiglio più spesso nei miei seminari sono ZERO LIMITS di Joe Vitale e IO NON MI LAMENTO di Will Bowen. Perché?
Occorre fare un discorso piuttosto ampio.

La nostra realtà quotidiana non viene creata dalla nostra sfera cosciente, bensì da tutto ciò che è SUBCONSCIO. È il subconscio il nostro signore e padrone che materializza gli eventi che ci accadono, al di là del fatto che noi li abbiamo voluti a livello cosciente. Il pensiero cosciente influisce solo minimamente sulla creazione della nostra realtà. Attribuirgli un 5% è già tanto. La Legge di Attrazione non viene messa in moto dal pensiero cosciente, bensì da tutti i meccanismi psicologici e le convinzioni che si trovano radicate nel nostro subconscio e che se ne stanno lì da quando avevamo pochi mesi/anni di vita, condizionando poi tutto il resto della nostra esistenza.

Il risultato è che io voglio essere innamorato, ma qualcosa dentro di me lo impedisce. Io voglio essere ricco, ma qualcosa dentro di me lo impedisce. Io voglio avere successo, ma qualcosa dentro di me lo impedisce. Io voglio essere una persona sicura quando parlo in pubblico, ma qualcosa dentro di me lo impedisce. Le mie ombre mi dominano. Ma quando sono al ristorante decido coscientemente se mangiare carne o verdura, in questo modo utilizzo quel 5% di capacità di influenzare coscientemente il mio mondo... e mi illudo così di possedere libero arbitrio.

La conseguenza logica di questo discorso è che non è tecnicamente corretto affermare che la realtà è influenzata dal nostro pensiero cosciente, la realtà è influenzata invece da convinzioni profonde, di cui spesso NON ABBIAMO COSCIENZA, che si sono stratificate nel subconscio col passare dei decenni, e dalle relative emozioni negative cristallizzate che si trovano anch’esse dentro di noi.

Quindi, se voglio modificare la realtà esterna, devo andare ad agire nel mio subconscio, devo operare una DISCESA NEGLI INFERI, dove si trovano le mie ombre, il mio passato cristallizzato, coloro che io credevo morti ma che ancora non lo sono e mi attendono nell'oscurità per darmi un messaggio! Ogni EROE a un certo punto del suo viaggio iniziatico deve compiere questa discesa agli inferi, nel mondo delle ombre.





Il momento fondamentale della pratica alchemica – la quale mira a trasmutare convinzioni limitanti ed emozioni negative accumulatesi nel subconscio – consiste nell’OSSERVARE tali emozioni, fastidi, lamentele, giudizi... ogniqualvolta emergono allo scoperto. Se li esponiamo al Sole della nostra osservazione essi con il tempo si inceneriscono. Non è un caso che Ercole nel mito dell’Idra per uccidere il mostro lo estragga dalla palude esponendolo alla luce del Sole, la luce della consapevolezza. Ciò che si trova nascosto nel subconscio ha potere su di noi solo fino a quando rimane occultato nel buio, ma quando viene illuminato dall’osservazione il suo potere inizia a scemare e la sua fine è vicina.

Io ho compiuto il mio percorso in questo modo: osservando, osservando, osservando. Quando arrivava il fastidio, il disappunto, la sofferenza bruciante... io non incolpavo mai il mondo esterno e non tentavo nemmeno di capire sul piano mentale il significato di quella sofferenza. Semplicemente mi chiudevo nella mia stanza o nel bagno sul posto di lavoro e STAVO SULL’EMOZIONE, a contatto con essa, mandando amore al mio Piombo interiore e ringraziando per l’opportunità. Non rifiutavo il dolore, ma lo investivo d’amore.

Alla lunga ho vinto io.

Oggi esistono metodi nuovi che possono facilitare non di poco il cammino. Will Bowen nel suo IO NON MI LAMENTO si è inventato un braccialetto da spostare di polso tutte le volte che ci si lamenta. Lo scopo è portare alla coscienza tutti i giudizi e le lamentele, cominciando poi a limitarli. Se smetto di lamentarmi smetto di creare all’esterno situazioni per cui lamentarmi!!!

Joe Vitale in ZERO LIMITS recita alcune frasette che gli sono state consigliate dallo sciamano hawaiano Ihaleakala Hew Len. Lo scopo è ripulire il subconscio, anche se non sai esattamente cosa ripulire. Se provi un fastidio verso qualcuno... qualcosa da ripulire c’è sempre. Vi assicuro che queste
rasette funzionano, vanno ad agire direttamente sul Cuore innescando un processo di reale trasmutazione.

Buon Lavoro

Salvatore Brizzi
NON DUCOR DUCO
(non vengo condotto, conduco)

COMMENTI:

Usate sempre la relatività: qualcosa funziona o non funziona, crea confusione o non la crea... semplicemente in base a come è costituito il singolo individuo! Non vi pare?
Io ho portato avanti il lavoro solo OSSERVANDO ogni emozione negativa. Anni fa, la prima persona di cui fidarmi che incontrai, alla mia domanda: "Sì ma nella pratica che devo fare?" rispose: "Fondamentalmente... niente. Devi solo osservare con attenzione cosa succede dentro di te tutte le volte che provi un fastidio per qualcosa che reputi esistente fuori di te! E pensalo come interno invece che esterno."

Questo è stato il mio unico lavoro per tanto tempo. Poi dopo più di un anno, alla mia nuova domanda: "Sì ma certe cose anche se le osservo rimangono identiche!" la stessa persona aggiunse: "Osserva... e manda Amore a quel fastidio, a quella sofferenza interna. L'Amore, il Perdono, la Gratitudine la scioglieranno. Prova Gratitudine per quella parte di te che ti fa così male." Come dico nel post... alla lunga ho vinto io.

Oggi ci sono più metodi, ma usateli solo se non vi creano più confusione, se li sentite vostri, se riuscite a integrarli nel Lavoro più vasto che state facendo.
I metodi vanno e vengono, l'OSSERVAZIONE rimane.

QUALUNQUE problema sorga in merito agli esercizi, siano essi di meditazione, respirazione o ricordo di sé interrompete immediatamente e proseguite con il resto del Lavoro (non-lamentela, osservazione del giudizio), ben più importante e meno pericoloso.

NON SONO I NOSTRI PENSIERI A CREARE LA REALTA', ma il nostro subconscio, come ogni persona di buon senso può facilmente comprendere, dal momento che non vi basta dire "Oggi divento ricco" per vedere piovere banconote sopra di voi, oppure dire "Ho paura di essere investito da una macchina" per finire effettivamente sotto una macchina!

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martedì 9 agosto 2016

CURCUITO RADIONICO Successo nella vita.


E' un po' di tempo che non pubblico i circuiti. Questo me l'aveva fatto conoscere Massimo Frisari, molto tempo fa. Non ho mai avuto la pazienza necessaria per fare dei cicli consigliati, ma c'è gente che dice di aver avuto dei risultati. E', ovviamente, uno dei circuiti della radionica franco-belga.

Ecco cosa scriveva Frisari nei suoi commenti al circuito:


"Successo nella vita. Procura cambiamenti di rotta del destino e colpi di fortuna a chi si sente un po' sfigato e senza buone occasioni.
Questo dispositivo concorre, aiuta a realizzare le più belle aspirazioni del soggetto in affetti-amore-incontri-affermazioni professionali-successo in ogni genere di iniziative personali, a patto che le aspirazioni medesime siano legittime - ragionevoli - salutari al soggetto e non portino danno ad alcuno.

Utilizzo: per un tempo di 21 giorni, collocate al centro del circuito da orientare preferibilmente a Nord un vostro testimonio radiestesico (capelli in ciocca, fotografia, limature di unghie) per soli 20 minuti al giorno.
Trascorso il periodo di 21 giorni, potete riattivare la buona fortuna mettendo il circuito in funzione per altri 20 minuti, per soli due volte alla settimana."

Olga Samarina FB



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IL PRINCIPIO DELLA COORDINAZIONE


Sempre allo scopo di raggiungere i propri fini esiste l’importantissimo “Principio della Coordinazione”.

Per procedere attraverso il proprio esatto sentiero di vita non aiuta né l’eccessiva sicurezza di sé, né tanto meno l’insicurezza, è necessario trovare un giusto equilibrio innanzitutto rinunciando a dimostrare il proprio valore e non attribuendo a nulla un significato eccessivo (“Coordinazione dell’Importanza”). L’autentica e pacata sicurezza di sé (la “coordinazione”) nasce da un senso di autosufficienza interiore che non chiede alcuna approvazione dall’esterno,semplicemente voi sapete di ottenere tutto ciò che volete avendo studiato ed integrato i principi del Transurfing. Conoscendo tali principi siete anche in grado adesso di fare una scelta ben precisa: prendere l’abitudine, apparentemente “stupida”, di rallegrarvi degli insuccessi! Percepite, a priori, ogni cosa come positiva! (“Coordinazione dell’Intenzione”). Ogni linea della vita si sdoppia in un risultato positivo e uno negativo, lamentarci ci colloca nella diramazione negativa e rallegrarci in quella positiva. Dice Zeland: “Ogni volta che ti trovi di fronte a un determinato evento, scegli anche il modo di occupartene. Se lo tratti come un evento positivo, vai al ramo favorevole della linea della vita. Ma la tendenza a pensare negativo ti fa lamentare e scegliere il ramo sfavorevole. Nel momento in cui sei seccato e irritato, otterrai un nuovo problema. Il principio della coordinazione dell’intenzione consiste in quanto segue: se si ha intenzione di considerare positivo un evento apparentemente negativo, sarà così. Ricordati: non importa quanto possa essere difficile proprio adesso, il futuro ha una piacevole sorpresa in serbo per te, a condizione che tu continui a mantenere la coordinazione dell’intenzione.” Coordinare l’intenzione si attua lasciando andare il controllo sugli eventi ma scegliendo come rapportarsi ad essi; è il modo più efficace per spostarsi nello spazio delle varianti!

VZ



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domenica 7 agosto 2016

LA tecnica del bicchiere d’acqua



Posso suggerire una tecnica potente: scriva su un foglio di carta un pensiero-forma: sono una personalità attraente. Emano una luce interiore di attrazione, amore e sesso. Sono una creatura luminosa. Attiro gli uomini. Il mio uomo mi trova. Metta sopra il foglietto un bicchiere d’acqua. Si sfreghi i palmi delle mani, li tenga come se stesse suonando una fisarmonica e si immagini di reggere tra le mani un grumo compatto delle dimensioni di un palloncino gonfiabile. È la sua energia. Tenga i palmi attor- no al bicchiere, facendo attenzione a non toccarlo. Pronunci ad alta voce o mentalmente, in modo consapevole e convinto, questo pensiero-forma, possibilmente immaginando il senso di quello che dice. Poi beva l’acqua. Faccia quest’operazione al mattino, subito dopo essersi svegliata, e la sera prima di andare a letto. La sua intenzione verrà realizzata.

Ho sperimentato personalmente questa tecnica tante volte, con vari pensieri-forma. Funziona molto bene. Gli uomini dovranno riscrivere il testo in un altro modo, per esempio così:

sono una persona attraente. Emano una luce interiore di attrazione, amore e sesso. Sono una creatura luminosa. Piaccio alle donne, mi vogliono. Trovo la mia metà.

Ovviamente questa tecnica si può applicare a pensieri-forma qualsiasi. Se li componga da sola, pensando a ciò cui aspira. Per esempio, se lei è già in coppia, sostituisca “attiro” con “le persone provano verso di me simpatia”, oppure “ho un bell’aspetto, sono attraente e lo divento ogni giorno di più”. Lei resterà stupita da quanto velocemente reagirà la realtà. La particella negativa non dovrà essere usata: il pensiero-forma dev’essere affermati- vo, costruttivo. E nessuna astrazione, nessun augurio prolisso. Il messaggio dev’essere concreto, laconico e diretto al fine. Se lei ha più di un fine, sarebbe meglio associare a ogni fine un bicchiere d’acqua. Oggi, per esempio, può lavorare con un fine, domani con un altro. Oppure al mattino con uno e alla sera con un altro.

Perché questa tecnica funziona? L’acqua non è una miscela amorfa, possiede una struttura. Le sue molecole si uniscono in agglomerati di particelle che cambiano la loro forma a seconda dell’azione esterna. Proprio per questo si possono registrare informazioni sull’acqua come se fosse un nastro magnetico, l’acqua si può “convincere”.

È meglio usare un’acqua pulita da ogni sorta di informazione, acqua da ghiaccio sciolto o acqua distillata preparata in casa.  

Zeland, V., L’Arbitro della realtà, cit., p. 76: «[...] sapete come preparare l’acqua viva? Riempite con acqua di rubinetto una pentola smaltata da 5 l. Lasciate riposare l’acqua un po’ di ore, quindi fatela bollire fino alla fase delle prime fitte bollicine e fatela raffreddare in una vasca d’acqua fredda. Questa è la prima fase della strutturazione [...]. In un secondo momento bisogna mettere nella pentola d’acqua cinque-sette pietruzze di silicio nero (si possono acquistare in farmacia). La pentola deve venir quindi coperta con una garza e messa a riposo per due giorni. Passato questo termine, dovete versare l’acqua in un altro recipiente, avendo cura di scartare gli ultimi 2-4 cm dello strato inferiore, contenenti i microor- ganismi patogeni e altri elementi chimici estranei che il silicio, grazie alle sue proprietà, ha provveduto a decantare [...]. L’acqua così ottenuta va posta nel freezer. Non appena in superficie e lungo le pareti della pentola comparirà la prima crosta di ghiaccio, bisognerà provvedere a eliminar- la. L’acqua risultante va quindi versata in un recipiente di plastica, che bisogna riporre nuovamente in freezer. Gettando la prima crosticina di ghiaccio si scarta l’acqua dura. L’acqua dura contiene isotopi di idrogeno, il deuterio e il trizio, gela a +3 °C ed è dannosa per l’organismo. L’ulteriore congelamento dell’acqua dev’essere realizzato proprio nel reci- piente di plastica, perché lo strato di smalto della pentola potrebbe crepar- si. Quando l’acqua è ghiacciata per due terzi, occorre aprire nel ghiaccio un foro e da qui versare l’acqua restante: si tratta di una soluzione (surnatante) contenente le sostanze dannose che erano disciolte nell’acqua. A questo punto non resta che attendere che il ghiaccio si sciolga a temperatura am- biente: l’acqua così ottenuta è di primissima qualità, priva di isotopi pesan- ti. Per completare l’operazione, se avete una calamita anulare o un imbuto magnetico, fateci passare l’acqua al fine di rafforzare ulteriormente la sua struttura. L’acqua che otterrete ha proprietà terapeutiche: disintossica l’or- ganismo e, se consumata regolarmente, cura un’intera serie di malattie. Queste proprietà, però, non durano a lungo, sette ore circa [...]».

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