venerdì 20 aprile 2018

Un uomo d’affari una volta mi disse ...


Un uomo d’affari una volta mi disse che da quando aveva cominciato a praticare la visualizzazione e preso l’abitudine di dedicare alcuni minuti ogni giorno a pensare al suo lavoro e a come desiderava che fosse, gli ordini di acquisto che aveva ricevuto erano più che raddoppiati in sei mesi. il suo metodo consisteva nell’entrare in una stanza ogni mattina per pochi minuti prima di colazione e fare un inventario mentale degli affari che aveva lasciato la sera prima e ingrandire quindi la loro mole.

Mi disse che li espandeva finché il volume di questi assumeva le dimensioni di un grande successo. Si vedeva nel suo ufficio mentre svolgeva tutto ciò che voleva avere già portato a termine. la sua occupazione lo portava ad incontrare ogni giorno molti sconosciuti. 

nella sua immagine mentale si vedeva incontrare queste persone, capire i loro bisogni e rifornirli di ciò di cui avevano necessità. Questa abitudine, disse, aveva rafforzato e consolidato la sua volontà in modo inimmaginabile. 

inoltre, vedendo con gli occhi della mente le cose come desiderava che fossero aveva acquisito un sentimento fiducioso che un certo Potere Creatore era in atto per lui, con lo scopo di migliorare il suo piccolo mondo.

La via del Transurfer - https://faregruppo.blogspot.it


Il Potere Invisibile della Visualizzazione
Scopri come raggiungere i risultati che credevi impossibili
Voto medio su 29 recensioni: Buono
€ 5.9

Come ho attirato a me 20.000 dollari


nel laboratorio di esperienza, nel quale doveva essere messa alla prova la mia relazione con il funzionamento divino, il primo problema era quello finanziario. L’entrata che avevo costituiva una somma sufficiente per i miei bisogni giornalie- ri, ma non da permettermi un viaggio confortevole in inghilterra dove troward viveva, né tanto meno rimanerci per un periodo di tempo inde nito per studiare con un insegnante considerevole come lui sicuramente doveva essere.

prima di chiedere se troward avesse degli studenti o se potessi essere ammessa in caso affermativo, iniziai ad usare il paragrafo che avevo memorizzato. Gior- nalmente, infatti, quasi a ogni ora, mi ripetevo: «La mia mente è un centro di funzionamento divino ed il funzionamento Divino significa espansione in qualcosa di migliore rispetto a ciò che è stato prima».

da The Edinburgh Lectures on mental Science avevo letto qualcosa sulla Legge di Attrazione e dal capitolo Causes and Conditions [Cause e Condizioni] mi feci

una vaga idea della visualizzazione. Così, ogni notte, prima di andare a dormire, creavo un’immagine mentale del mio desiderio dei 20.000 dollari che avevo sti- mato necessari per andare a studiare con troward. nella mia stanza contavo ogni notte venti biglietti immaginari da 1.000 dollari ognuno e, con l’idea di imprimere in modo più enfatico nella mia mente la somma necessaria per studiare con troward, ela- borai l’immagine vedendomi acquistare il biglietto della nave da new York a londra e camminare su e giù sul ponte; mi vedevo in ne allieva di Troward.

Tutto questo fu ripetuto ogni mattina ed ogni sera, imprimendo sempre più nella mia mente l’affermazione che avevo memorizzato del maestro: «la mia mente è un centro delle operazioni divine». Mi sono adoperata per mantenere questa frase in mente senza alcun preoccupazione su come avrei potuto ottenere i soldi necessari. Forse la ragione per cui non c’era alcun pensiero che riguardava i canali attraverso i quali questi mi potevano giungere era che non avevo la più pallida idea da dove i 20.000 dollari potevano venire. Così, ho semplicemente mantenuto costante il mio pensiero e lasciato che la legge di attrazione trovasse la strada e i mezzi.

Un giorno, mentre camminavo mi venne questo pen- siero: «la mia mente è sicuramente un centro del funzionamento divino. se dio è in tutto lo spazio, allora deve stare anche nella mia mente. se voglio questo denaro per studiare con Troward e conoscere la verità della vita, allora sia il denaro che la verità devono essere miei, anche se non sono ancora in grado di vedere le manifestazioni fisiche di entrambe. tuttavia, devono essere miei».

Dopo queste riflessioni pensai: «Sono tutta la sostanza che c’è e ogni cosa deve avere il suo inizio nella mente. l’idea stessa deve contenere dentro di sé l’unica sostanza primaria che c’è e questo può signi- care denaro come ogni altra cosa». La mia mente accettò questa idea e immediatamente tutta la tensione che avevo si allentò.

ero assolutamente certa di essere in contatto con tutto il potere che la vita ha da offrire. tutti i pensieri sul denaro, sull’insegnante e per no sulla mia personalità, svanirono nella grande ondata di gioia che travolse il mio essere. Camminai a lungo con que- sta sensazione di gioia costante che aumentava e si espandeva nché ogni cosa intorno a me sembrò risplendere di luce. ogni persona che incontravo sulla mia strada mi sembrava che fosse illuminata come lo ero io. tutta la consapevolezza della mia persona era scomparsa e al suo posto c’era un enorme e travol- gente senso di gioia e di appagamento.

Quando quella notte creai il quadro mentale di 20.000 dollari, lo feci in modo completamente diverso. in passato, in occasioni simili, sentivo di dover risve- gliare qualcosa dentro di me, invece questa volta non c’era stato alcuno sforzo, contavo semplicemente i 20.000 dollari. In maniera alquanto inaspettata, da una fonte della quale non avevo consapevolezza in quel periodo, sembrò aprirsi una strada attraverso la quale ottenni il denaro.

Mi sembrava così meraviglioso, stupendo, l’essere in contatto con la provvidenza divina che riuscii a contenere l’eccitazione solo con grande fatica. non aveva forse troward avvisato i suoi lettori di tene- re sotto controllo l’eccitazione per aver realizzato di essere in unione con l’In nita Provvidenza e di considerare invece tutto ciò come un risultato perfettamente naturale al quale si giunge grazie alla nostra richiesta? Per me, tutto questo era ancora più dif cile che mantenere il pensiero: “io sono tutta la sostanza che c’è, sono io; io (idea) sono l’inizio di tutta la forma, visibile o invisibile”.

non appena le circostanze mi indicarono la direzione attraverso la quale i 20.000 dollari potevano arrivare, non solo feci uno sforzo supremo per considerare con calma la direzione indicata come primo germoglio del seme che avevo piantato nell’assoluto, ma tentai in ogni modo di seguire quella direzione. Nel fare que- sto, sembrava che una circostanza portasse ad un’altra, no a che, passo dopo passo, ottenni i miei desiderati 20.000 dollari. L’unico grande sforzo che feci fu quello di mantenere la mente calma e libera dall’eccitazione. Ero giunta a questo primo buon esito del mio stu- dio di “scienza della Mente” seguendo i metodi che Troward aveva enunciato. A questo riguardo, quindi, non posso offrire al lettore nessun miglior dono che quello di fare riferimento al libro di questo autore, The Edinburgh Lectures, dal quale si può derivare un’idea completa della linea di azione che stavo cer- cando di seguire. nel capitolo Causes and Condi- tions egli afferma:

per ottenere un buon risultato dobbiamo avere un’esatta comprensione della nostra relazione con il grande potere impersonale che stiamo usando. Questo potere è intelligente e noi dobbiamo essere intelligenti. le due intelligenze devono cooperare.

Non dobbiamo trascurare questa legge aspettando che essa faccia per noi quello che invece può essere fatto attraverso di noi. Dobbiamo, quindi, usare la nostra in- telligenza con la consapevolezza che sta agendo come strumento di un’intelligenza più grande. dovremmo quindi cessare di essere in ansia per il risultato nale.

per agire nella pratica, dobbiamo prima di tutto ave- re un’idea precisa del nostro obiettivo con la sicura intenzione di imprimerla nella Mente universale. È questo che porta un certo pensiero fuori dall’area del puro capriccio della fantasia e conferma che la nostra conoscenza della Legge è una ragione suf - ciente per una aspettativa serena del risultato atteso e che, quindi, tutte le condizioni necessarie arrive- ranno a noi a tempo debito. possiamo, perciò, rivolgerci alle faccende della nostra vita quotidiana con la sicurezza che la realizzazione dei nostri desideri ci sia già e che le relative condizioni si manifesteranno presto. se non riusciamo a vederle subito, aspettiamo sereni con la consapevolezza che il pro- totipo esiste già e aspetta il momento in cui qualche circostanza, che va verso la direzione desiderata, comincia a manifestarsi. Anche se è qualcosa di ir- rilevante, rivela a ogni modo, la direzione. È questa che deve essere presa in considerazione.

appena la vediamo, dovremmo considerarla come il primo germoglio del seme piantato nell’assoluto e fare tranquillamente, senza agitarci, qualsiasi cosa le circostanze richiedano. successivamente vedre- mo che, facendo in questo modo, arriverà un’altra circostanza che ci condurrà nella stessa direzione della precedente, nché ci troveremo guidati, pas- so dopo passo, al raggiungimento del nostro obiet- tivo. In questo modo la comprensione del grande princìpio della legge della provvidenza ci libererà a poco a poco dai pensieri ansiosi e dal faticoso lavoro portandoci in un nuovo mondo dove l’im- piego utile di tutti i nostri poteri, siano essi mentali o sici, saranno solo la manifestazione della nostra individualità e quindi una fonte perpetua di salute e felicità. Un incentivo sicuramente suf ciente per un attento studio delle leggi che governano il rap- porto tra l’individuo e la Mente universale.

Questa citazione evidenzia il nocciolo del metodo e il tipo di approccio adatto per venire in contatto con la Provvidenza Infinita. Questa citazione, insieme a quella precedentemente menzionata (“La mia mente è un centro del funzionamento divino” ecc.) furono i soli mezzi che utilizzai per attirare a me i 20.000 dollari. il mio sforzo costante di entrare nello spirito di queste dichiarazioni e di attirare a me la somma necessaria durò sei settimane, e alla ne la ricevetti nel mio conto in banca. Quello che avvenne si potrebbe raccontare in una lunga storia, con tanto di dettagli, ma i fatti qui raccontati a grandi linee, vi danno già un’idea definitiva della condizione magnetica della mia mente mentre i 20.000 stavano cercando la strada per arrivare da me

La via del Transurfer - https://faregruppo.blogspot.it


Il Potere Invisibile della Visualizzazione
Scopri come raggiungere i risultati che credevi impossibili
Voto medio su 29 recensioni: Buono
€ 5.9

FESTEGGIA LA TUA VITA

"...Arriverà il giorno quando, vedendo il tuo riflesso nello specchio, sorriderai a te stesso.

Arriverà il giorno quando il tuo Cuore batterà più forte sentendo il suono dei tuoi passi sulla soglia della casa.


Invitati ad entrare in casa. Offriti del vino. Porgiti del pane. Restituisci a te il tuo cuore.

Accetta nuovamente te stesso, questo conoscente sconosciuto, fedele a te, colui che ti ha amato per tutta la vita, colui che si è stancato della tua indifferenza.

Leva dai ripiani i ritratti degli estranei, le lettere d'amore...

Siediti a tavola. mangia, fai la festa. Festeggia te stesso. Festeggia la tua vita."

(Sergey Sergeev)
traduzione Olga Samarina

La via del Transurfer - https://faregruppo.blogspot.it

giovedì 19 aprile 2018

MIRACLE MANTRA


MIRACLE MANTRA - NAM MYOHO RENGE KYO Questo Mantra descrive l'essenza del Buddismo - la convinzione che abbiamo in noi in ogni momento la capacità di superare qualsiasi problema o difficoltà che possiamo incontrare nella vita; una capacità di trasformare qualsiasi sofferenza.

Prima e dopo la ripetizione del mantra chiediti cosa ti serve nella vita e poniti un obbiettivo con certezza che puoi superare qualsiasi problema  e creare la realta' che desideri mentre ripeti il mantra guarda con devozione al Gohonzon l'immagine qui sotto scritta in sanscrito dal Buddha




La via del Transurfer - https://faregruppo.blogspot.it

mercoledì 18 aprile 2018

Come gli ormoni dello stress prendono il controllo

Da un punto di vista scientifico, vivere sotto stress significa essere in modalità di sopravvivenza. Quando percepiamo una circostanza stressante che ci minaccia (e di cui non possiamo prevedere o controllare l’esito), viene attivato il sistema nervoso primitivo chiamato sistema nervoso simpatico, e l’organismo mobilita un’enorme quantità di energia in risposta all’agente stressante. Dal punto di vista fisiologico, il corpo attinge automaticamente alle risorse che gli servono per affrontare il pericolo.

Le pupille si dilatano per vedere meglio; la frequenza cardiaca e respiratoria aumenta, così possiamo scappare, lottare o nasconderci; una maggiore quantità di glucosio viene rilasciata nel sangue per fornire più energia alle cellule; il flusso sanguigno confluisce alle estremità, lontano dagli organi interni, in modo da poterci muovere più velocemente. L’adrenalina e il cortisolo inondano i muscoli, trasmettendo una scarica di energia per scappare o respingere l’agente stressante. La circolazione nel cervello passa dal prosencefalo al rombencefalo, quindi abbiamo una minore capacità di pensare in modo creativo e ci affidiamo all’istinto per reagire prontamente.

Nel caso di Anna, la notizia stressante del suicidio del marito gettò il suo cervello e il suo corpo in uno stato di sopravvivenza. Nel breve periodo, tutti gli organismi possono sopportare condizioni avverse combattendo, nascondendosi o scappando da un fattore stressante incombente. Ognuno di noi è progettato per gestire lo stress a breve termine. Quando l’evento è passato, l'organismo di solito torna in equilibrio in poche ore, aumentando i livelli di energia e ripristinando le risorse vitali. Ma quando lo stress non termina nel giro di qualche ora, il corpo non torna più in equilibrio. In realtà, nessun organismo in natura può sopportare di vivere in modalità d’emergenza per lunghi periodi.

A causa dei nostri grandi cervelli, noi esseri umani siamo in grado di pensare ai nostri problemi, rivivere eventi del passato o persino prevedere accadimenti nefasti, attivando così gli ormoni dello stress con il solo pensiero. Possiamo influire sulla fisiologia del corpo e del cervello semplicemente pensando a un passato fin troppo familiare o cercando di controllare un futuro imprevedibile.

Ogni giorno, Anna continuava a rivivere quel momento nella mente. Non si rendeva conto che il suo corpo non riusciva a distinguere tra l'evento originario che aveva creato la risposta di stress e il ricordo di quell’evento, che innescava di nuovo le medesime emozioni dell'esperienza reale. Anna produceva le stesse sostanze chimiche, come se l'evento continuasse a verificarsi ripetutamente. Rievocando in continuazione l’esperienza, senza volerlo ancorava il corpo e il cervello nel passato.

Le emozioni sono le conseguenze chimiche delle esperienze vissute. Quando i nostri sensi registrano le informazioni in entrata dall'ambiente, gruppi di neuroni si organizzano in reti. Il cervello produce una sostanza chimica che viene poi inviata in tutto l’organismo. Questa sostanza chimica è chiamata emozione. Ricordiamo meglio gli eventi quando riusciamo a ricordare anche come ci sentivamo. Più forte è il quoziente emotivo di un evento, che sia positivo o negativo, più forte è il cambiamento nella nostra chimica interna. Quando osserviamo un cambiamento significativo dentro di noi, il cervello presta attenzione a chi o che cosa lo sta provocando fuori di noi, ed è come se scattasse una foto dell’esperienza esterna. Questo è un ricordo.

Pertanto, il ricordo di un evento può rimanere impresso a livello neurologico nel cervello, e quella scena resta sospesa nel tempo nella nostra materia grigia, come è successo ad Anna.

La combinazione di persone o oggetti in un dato tempo e in un dato luogo viene impressa nella nostra struttura neurale come un’immagine olografica. E così che creiamo un ricordo a lungo termine. Di conseguenza, l’esperienza rimane fissata nei circuiti neurali e l’emozione viene immagazzinata nel corpo, ed è così che il nostro passato diventa la nostra biologia. In altre parole, quando viviamo un evento traumatico, tendiamo a pensare a livello neurologico all’interno del circuito di quell’esperienza e a sentire a livello chimico entro i confini delle emozioni legate a quel fatto, così il nostro stato d’essere (ossia come pensiamo e come ci sentiamo) rimane bloccato a livello biologico nel passato.

Come puoi immaginare, Anna stava provando una serie di emozioni negative: infinita tristezza, dolore, lutto, senso di colpa, vergogna, disperazione, rabbia, odio, frustrazione, risentimento, shock, paura, ansia, preoccupazione, senso di sopraffazione, angoscia, disperazione, impotenza, isolamento, solitudine, incredulità e tradimento. E nessuna di queste emozioni sparì velocemente. Analizzando la propria vita nel quadro delle emozioni del passato, soffriva sempre di più. Siccome non riusciva a pensare più in grande di come si sentiva costantemente, e poiché le emozioni erano un prodotto del passato, Anna stava sempre peggio. Essendo una psicoterapeuta, capiva a livello razionale e intellettuale cosa le stava succedendo, ciononostante non riusciva a superare la sofferenza.

I suoi conoscenti cominciarono a trattarla come la donna che aveva perso il marito, e questa divenne la sua nuova identità. Associava ricordi ed emozioni alla ragione per cui era nello stato attuale. Quando qualcuno le chiedeva perché stesse così male, raccontava la storia del suicidio, rivivendo ogni volta il dolore, l’angoscia e la sofferenza. Anna continuava ad attivare gli stessi circuiti cerebrali e a riprodurre le medesime emozioni, programmando ulteriormente il corpo e il cervello a rimanere nel passato. Ogni giorno pensava, agiva e sentiva come se il passato fosse ancora vivo. E dato che il nostro modo di pensare, agire e sentire costituisce la nostra personalità, quella di Anna era completamente creata dal passato. Da un punto di vista biologico, raccontando ripetutamente la storia del suicidio del marito, Anna non riusciva a superare l’accaduto.

Questo testo è estratto dal libro "Diventa Supernatural".


La via del Transurfer - https://faregruppo.blogspot.it


Diventa Supernatural Diventa Supernatural
Come fanno le persone comuni a realizzare cose straordinarie
Joe Dispenza

Compralo su il Giardino dei Libri

sabato 14 aprile 2018

L'intera esistenza è in celebrazione!

Osserva: l'intera esistenza è in celebrazione! Gli alberi non sono seri; i fiumi e gli oceani sono selvaggi: ovunque è una festa, ovunque ci sono gioia e delizia.


Osserva l'esistenza, ascoltala e diventane parte, in questo modo diventi un amante, perché l'amore può esistere dove c'è un profondo rispetto per la gioia. L'amore non può esistere in una mente seria.

Osho
https://oshoite.blogspot.it/2018/04/lintera-esistenza-e-in-celebrazione.html
La via del Transurfer - https://faregruppo.blogspot.it

venerdì 13 aprile 2018

DOMANDE E RISPOSTE SUI SOLDI

DOMANDA
«Il mio sogno costa carissimo e si trova lontano, nello spazio delle varianti. Io cerco sempre di visualizzarlo. Ma lei dice che non bisogna pensare ai soldi. Io e mio marito abbiamo sempre lavorato per qualcuno, anche senza rendercene conto. Ora stiamo cercando di uscire da quest’inferno, vorremmo aprire un nostro business, magari piccolo ma nostro. Per il momento il quadro si disegna a fatica, nessuno di noi ha né talento né esperienza di gestione di un business. Però c’è un fermo desiderio di cessare di lavorare per qualcuno. Si può considerare tutto ciò come “primi passi in direzione del fine”? Non vogliamo dipendere dallo stato e nemmeno lavorare solo per i soldi. Vorremmo che i soldi lavorassero per noi (potreb- bero essere investimenti, buoni del tesoro, redditi da affitti ecc.). Ci stiamo sbagliando? Voglio essere ricca e indipenden- te. Non visualizzo i soldi, ma li voglio avere, perché il mio fine, in equivalente monetario, è alto».

RISPOSTA
I soldi non sono il fine e nemmeno il mezzo per il loro raggiungimento. I soldi sono solo un attributo che compare e si aggiunge automaticamente nel cammino verso il fine. Se per il raggiungimento del fine servono soldi, vuol dire che salteranno fuori o si apriranno delle possibilità (porte) per guadagnarli. Ma perché ciò avvenga, occorre visualizzare il fine come se fosse già stato raggiunto. Bisogna fingere per quanto possibile, e vivere in questa realtà virtuale. Non si tratta di vagare tra le nuvole, ma di fare un lavoro concreto, se si fa girare la diapositiva sistematicamente e in modo mirato. Se proprio vuole, può chiamare questo lavoro “vagabondaggio mirato tra le nuvole”. Però, da queste altezze, si ricordi di scrutare attentamente la terra, per non trascurare le porte pronte ad aprirsi.

Quindi, non bisogna pensare ai soldi ma al fine, questa è la cosa più importante. In caso contrario lo specchio del mondo rifletterà solo le sue infruttuose ricerche di denaro. Attenzione però: questo non significa che i pensieri dovranno essere com- pletamente depurati da questioni finanziarie. Lei può, in modo altrettanto mirato, affermare il pensiero-forma: i soldi vengono a me in flusso crescente, ne ho sempre di più. I soldi bastano per tutto, posso comprarmi facilmente tutto quello che voglio. Non importa che ciò per il momento non corrisponda a realtà. La realtà si forma prima nei pensieri e poi nella vita reale.

Però mi raccomando: questo pensiero-forma non dovrà contenere né l’immagine “sto cercando soldi”, né la domanda “dove li posso prendere?”. Lei dovrà creare davanti allo spec- chio proprio quella situazione che deve formarsi come risultato finale (nel riflesso). In questo senso si può e addirittura si deve pensare ai soldi.

DOMANDA
«Perché i soldi non possono essere un fine? Diciamo che mi sono posta il fine di guadagnare ogni mese una certa somma di reddito passivo. Non ho idea di come si possa raggiungere questo fine. Lavoro con la diapositiva, ma non si realizza niente, perché? Teoricamente la vita mi dovrebbe portare sul-
la linea dove questo si realizza. ma, da quanto ho capito dai libri, lei dice che non ne viene fuori niente. Perché?». 

RISPOSTA
Le riuscirà sicuramente e stia anche attenta a non chiedere troppo poco! Il suo Fine le darà molto di più, cose che non ha nemmeno mai osato sognare. Quando una persona si muove verso il suo Fine, le si aprono davanti delle possibilità colossali. Allora le richieste di prima le sembreranno ridicole.

Non ho detto che non si possono attirare i soldi per mezzo della visualizzazione. Piccole somme di denaro si possono attirare veramente. Sarà invece poco probabile che si possano attirare somme più consistenti. Infatti serve l’unità di anima e ragione, una fede cieca nel fatto che i soldi arrivano. La ragione, però, si lascerà tormentare senza pausa dalle domande: «da dove mi arriveranno i soldi, in che modo?». E l’anima? Forse che l’anima ha bisogno di soldi?

Lei dirà: «Quando mi arriveranno, troverò il modo di spenderli e vivrò come vorrò». Ma qui sta il busillis: e come vuole vivere?

Poniamo la domanda in termini diversi: le servono i soldi o la sensazione di festa, gioia e senso della vita? Supponiamo che si sia realizzato il suo sogno: sta prendendo il sole a bordo del suo yacht che solca le acque del mar dei Caraibi. Cosa dice, pensa che in questa situazione lei proverebbe una sensazione di festa della vita? Difficile che sia così. Probabilmente proverebbe un senso di vuoto e una noia mortale. Provi a ricordare quante volte nel cammino verso il fine è stata accompagnata da una sensazione di azzardo, entusiasmo, slancio e, una volta raggiunto lo scopo desiderato, non ha più sentito nulla se non un senso di vuoto. Questo fenomeno si spiega molto semplicemente. La sensazione di felicità, gioia e pienezza della vita procura energia libera (energia d’intenzione), che si attivizza nel movimento verso il fine. Per quanto paradossale possa sembrare, si tratta più di una proprietà fisiologica che psichica. Proprio per questo la felicità si trova solo in itinere, durante il cammino e non nel punto di arrivo. Non c’è alcuna felicità nel futuro, perché essa è o qui e adesso o in un’altra linea della vita. È proprio questa linea della vita, la strada del fine, che bisogna cercare.

La strada è un cammino. Il fine qui può anche non essere obbligatoriamente un risultato concreto. Nella maggior parte dei casi è un processo continuo di autorealizzazione, di rivelazione delle proprie capacità in una qualche sfera. Se c’è movimento, c’è energia. Una volta giunti a destinazione, si va avanti.

E ora si immagini di essersi prefissa il fine di avere un reddito stabile. Supponiamo che abbia raggiunto il suo scopo e non abbia ora la necessità di guadagnare. Lei ha tutto. E come andrà avanti? Per un po’ potrà vivere spensieratamente, deliziarsi di ogni bene e di ogni meraviglia che l’agio procura. Ma presto comincerà a provare un senso di vuoto. Proprio questa sensazione attacca quei ricchi che non hanno un fine. Sono arrivati a destinazione, non hanno più una meta da raggiungere, cui aspirare, niente da volere. La vita si trasforma in un’assurda, seppur lussuosa, esistenza. Un’attesa logorante di qualcosa. Semplice sala d’attesa o sala d’attesa VIP, non cambia nulla, sempre di sala d’attesa si tratta. Forse si era più felici quando si viveva in miseria, ma ci si muoveva verso un fine! L’energia d’intenzione zampillava come una fontana e per questo si viveva veramente, non si tirava semplicemente a campare. Ecco, dunque, si ponga questa domanda: dove sta andando ora: verso la città di Smeraldo o verso una sala d’attesa?

Vadim Zeland
 
Transurfing Vivo - Oltre i Confini della Matrix
Risvegliati dall'incubo - Transurfing Apocrifo in versione riveduta ed ampliata
Voto medio su 6 recensioni: Da non perdere


La via del Transurfer - https://faregruppo.blogspot.it