domenica 6 marzo 2016

Il mondo speculare


Se un uomo è convinto che in questo mondo tutto il meglio sia già stato venduto, finirà davvero per trovarsi di fronte solo a ripiani vuoti; se pensa che per avere una buona merce debba fare una lunga fila e pagare caro, avverrà così sicuramente; se le sue aspettative sono pessimistiche e intrise di dubbi, esse si giustificheranno immancabilmente; se si aspetta di scontrarsi con un ambiente ostile, i suoi presentimenti si realizzeranno senz’altro. D’altra parte, però, gli basterà solo farsi pervadere dal pensiero innocente che il mondo gli ha messo da parte tutto il meglio che c’è, per constatare che anche questa posizione funziona.  Può succedere così che un grullo spensierato, ignaro che nella vita tutto si ottenga con gran fatica, trovandosi un giorno a passare per caso vicino a un negozio appena aperto e appena rifornito di merce, quasi apposta per lui, venga riempito di beni perché quel giorno il primo cliente avrà tutto gratis. E intanto, dietro di lui, si è già formata una lunga fila, composta da gente convinta che le realtà quotidiane siano molto più dure e i grulli abbiano semplicemente fortuna. 

La vita è un gioco in cui il mondo pone sempre ai suoi abitanti la stessa domanda: «Ebbene, ditemi un po’, come sono io?». E ognuno risponde a seconda delle sue rappresentazioni: “sei aggressivo”, oppure “sei confortevole”, o “sei allegro, cupo, amichevole, ostile, felice, sventurato”. E la cosa interessante è che in questa lotteria vincono tutti! Il mondo è d’accordo con tutti e davanti a ognuno si presenta nella veste da lui ordinata. Ma se il grullo spensierato di cui si diceva sopra, un giorno baciato in fronte dalla fortuna, cambiasse il suo modo di rapportarsi al mondo in forza di uno scontro con le dure “situazioni” del quotidiano, la sua realtà cambierebbe di conseguenza:
da primo della fila rischierebbe di esserne sbattuto alla fine. Ecco quindi come l’uomo, con l’immagine dei suoi pensieri, forma lo strato del suo mondo.

Vadim Zaland

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